S. Lodato / M. Travaglio – Intoccabili
(Bur)

“Lo Stato non può processare se stesso”. Leonardo Sciascia ne era certo - e non sbagliava –, come ne sono certi Saverio Lodato e Marco Travaglio, autori di questo INTOCCABILI.
Una conclusione a cui si arriva con amarezza, dopo quattrocentosettanta pagine di minuziose ricostruzioni storiche, atti processuali, avvenimenti, personaggi e fatti di mafia, raccolte in un libro che vuole ripercorrere l'ascesa del fenomeno "criminalità organizzata” nel periodo compreso tra la nascita del Pool Antimafia di Falcone e Borsellino e il 2005 del governo Berlusconi.
In mezzo i legami tra criminalità e mondo degli affari, il fenomeno dei “pentiti”, gli attentati di Capaci e Via D'Amelio, il lavoro di Caselli alla Procura di Palermo, l'Asse criminalità organizzata–politica, i processi Andreotti, Dell'Utri, Carnevale, la gestione Grasso, il caso Cuffaro. Una girandola di eventi descritti nei minimi particolari e suffragati da stralci di sentenze processuali che mostra spietatamente la corruzione, gli accordi di palazzo, la complessa rete di rapporti segreti tra figure di primo piano di Cosa Nostra e personaggi “insospettabili” della Res Publica.
In un tal contesto era forte il rischio di venir scambiati per esponenti di una precisa corrente politica ma Lodato e Travaglio dribblano il tranello facendo l'unica cosa che andava fatta: mantenere cioè un punto di vista il più possibile obiettivo contrapponendo fatti concreti, prove certe, documentazione ufficiale, atti giudiziari, ad un' informazione diffusa che distorce
, spesso protegge interessi personali, talvolta risulta semplicemente “disinformata”. La stessa che negli anni ha screditato regolarmente con mistificazioni e campagne stampa organizzate i successi di una magistratura coraggiosa e troppo spesso lasciata sola. In primis da chi avrebbe dovuto garantirne indipendenza e libertà di azione.

Fabrizio Zampighi