Chuck Palahniuk - Invisible Monters
(Mondadori)

Immaginate di vestire i panni di una richiestissima modella dal corpo mozzafiato e la carriera assai promettente. Immaginate la vostra esistenza divisa tra affollati studi televisivi e famosi set fotografici in cui esperti di comunicazione lavorano per decifrarvi e trasformarvi in un esempio vivente di estetica dalle potenzialità di vendita infinite. Immaginate di spendere tempo e denaro in lussuose abitudini e di essere circondate da uomini disposti a tutto per stare con voi. Una vita in cui la massima preoccupazione è quella di decidere quale abito griffato abbinare alle vostre nuove scarpe eleganti.
Provate ora a pensare a come potrebbero cambiare in fretta le cose se un bel giorno, mentre guidate tranquilli in autostrada, una misteriosa fucilata vi tranciasse di netto gran parte del volto lasciandovi orrendamente sfigurati.
Ne avete un’idea?
Shannon McFarland, protagonista dell’ennesima prova letteraria del “genio del male” Chuck - “FIGHT CLUB” - Palahniuk subisce suo malgrado, come molti dei personaggi creati dalla penna dello scrittore americano, una sorta di mutilazione – questa volta fisica - shockante che determina un cambiamento definitivo nelle sue abitudini e negli atteggiamenti. Un progressivo e definitivo abbandono della vecchia strada ed un avvicinamento contemporaneo ad un modello di vita più estremo e marginale, animato da un costante desiderio di vendetta. La sua esistenza si intreccia inaspettatamente con le vicende personali della “principessa” Brandy Alexander, figura ai limiti della legalità e dai connotati sessuali incerti, che la rende parte integrante del suo universo sballato e delirante. Un universo che tuttavia, con il passare del tempo, si dimostrerà meno alieno di quel che sembra e che riserverà alla protagonista inaspettate sorprese.
Palaniuk fissa la bellezza fisica ed il disperato bisogno di raggiungerla a tutti i costi a punto di partenza del romanzo. Da una parte il deficit improvviso di Shannon che trasla con violenza la protagonista da un esistenza vissuta sotto i riflettori ad una lontana dagli occhi della gente. Dall’altra Brandy Alexander rappresentante suo malgrado delle virtù artificiali della chirurgia estetica ma impreparata a compiere un passo definitivo in questa direzione. Attraverso il consueto stile innovativo e - solo apparentemente - frammentario l'autore organizza un intreccio crudo e geniale capace di appassionare pagina dopo pagina e di condurre il lettore in un viaggio allucinante ai confini con la follia. Un viaggio che come tradizione vuole per Palahniuck, si rivelerà un'esperienza dai risvolti davvero poco rassicuranti.

Zampighi Fabrizio