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Joe
R. Lansdale - In fondo alla palude
(Fanucci)
Cosa si
nasconde tra i boschi rigogliosi e le paludi maleodoranti del Texas
della Grande Depressione? Quale terrificante creatura uccide giovani
donne apparentemente senza motivo per poi seviziarne atrocemente i corpi?
E’ forse il leggendario “Uomo Capra” come pensano
Harry e la sorellina Tom o una minaccia più prosaica e tangibile?
Domande che trovano risposta tra le pagine di “IN FONDO ALLA PALUDE”,
ennesima – e forse migliore – opera del geniale Joe R. Lansdale.
Il libro è una sorta di “Jack lo squartatore” in
salsa Yankee, una trama che racchiude la suspence del thriller
e i toni riflessivi del romanzo di formazione conciliandoli con una
ricostruzione storica piuttosto critica dell’America rurale degli
anni trenta. Un’ America contadina in cui violenza e discriminazione
vanno spesso di pari passo, giustizia è per troppi sinonimo di
Ku Klux Klan e crescere, per un ragazzo, può significare affrontare
situazioni al limite delle proprie capacità. Ne sa qualcosa il
protagonista del romanzo, che con la sorella e il padre – contadino,
barbiere nonché agente di polizia locale – viene suo malgrado
catapultato in un’indagine scomoda e pericolosa, tra mezze verità
e reticenze, minacce e insospettabili colpi di scena, all’interno
di una comunità spaccata dall’odio razziale. Un indagine
irta di ostacoli che rappresenterà per lui un sofferto quanto
involontario passaggio verso la maturità.
Con "IN FONDO ALLA PALUDE" Lansdale scrive un romanzo giallo
che ha il fascino lontano degli oggetti di antiquariato e un intreccio
fortemente connesso ad una precisa sovrastruttura culturale: un luogo
e un tempo nascosti tra i ricordi d’infanzia dell’autore
in cui la morale si scontra con la paura, la diversità con consuetudini
sociali talvolta barbare e l’etica rimane l’unica ancora
di salvezza.
Zampighi
Fabrizio |