Lester Bangs - Guida ragionevole al frastuono più atroce
(Minimum Fax)

Violento, svagato, orribile, drogato, inquieto, umorale, spietato e commovente, rabbioso e solitario, allucinato, ma soprattutto toccante.
Questo è più o meno “GUIDA RAGIONEVOLE AL FRASTUONO PIU’ ATROCE”, questo era, quasi trent’anni fa, Lester Bangs. Critico musicale tra i più influenti – se non il più influente in assoluto – nonché penna creativa e feconda come poche, Bangs prima di essere giornalista fu scrittore, musicista frustrato, sperimentatore e fan, individuo incapace di mantenere la stessa opinione per più di cinque minuti ma col coraggio di immolarsi in nome di cause palesemente perse, narratore in possesso di una vis irrefrenabile e feroce appassionato del concetto di integrità artistica. Una personalità esplosiva quella del newyorkese, in perenne contrapposizione con chi del giornalismo musicale di quegli anni aveva fatto un’appendice accondiscendente ed a-critica del mondo discografico.
L’opera in questione raccoglie una selezione di recensioni, approfondimenti, interviste, scampoli autobiografici, abbozzi istintivi, dettati dalla mente ondivaga e dilagante di Bangs e pubblicati tra i primi anni settanta e il 1982, anno della prematura scomparsa del giornalista. Tra le indispensabili citazioni storiografiche e le battaglie per la sopravvivenza che si alternano sulle pagine di Creem, New York Rocker, Village Voice, New Musical Express, Los Angeles Times, emerge tutta la meravigliosa e destabilizzante poesia di un individuo letteralmente rapito dalla musica e che della musica fece la propria, unica, ragione di vita.
In tour al seguito degli emergenti Clash o impegnato in un’intervista senza esclusione di colpi con il padre putativo/avversario di sempre Lou Reed – il solo artista di cui si dichiarerà apertamente ammiratore –, immerso in un saggio sociologico sul razzismo negli ambienti punk o ritratto con espressione giuliva nell’atto di massacrare l’ennesima rockstar tutta lustrini e belletto, Bangs non si accontenta di descrivere ma decide di vivere in prima persona le parole che fissa su carta. Una scelta che lo porta a mescolare storie personali a valutazioni artistiche, aspre invettive ad appassionanti dichiarazioni d’amore, in un fluire emotivo che rompe gli argini dell’essenzialità e del rigore stilistico.
Irriverente e confusionario agli esordi, il giornalista americano si rivela, nella maturità, un attento e riflessivo osservatore della realtà – musicale e non – circostante, pacato nei toni ma non meno pungente, critico oltremodo su un mondo che stenta a riconoscere ed a cui non riesce più a dare un senso concreto.
Un libro necessario questo “GUIDA RAGIONEVOLE AL FRASTUONO PIU’ ATROCE”, destinato a chi non teme di farsi piacevolmente stordire da un’opera che parla di passione, sofferenza, sogni ed illusioni e che non dimentica di rendere merito all’arte geniale del più grande critico rock di tutti i tempi.

Zampighi Fabrizio