Piergiorgio Odifreddi – Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)
(Longanesi)

Può un individuo che si definisce razionale credere nei dogmi della Chiesa Cattolica?
Davvero un fedele deve limitarsi a riporre tutta la sua fiducia nell'azione clericale e nei testi sacri senza mettere minimamente in discussione la sensatezza della prima e l'impianto storico o la coerenza dei secondi?
Piergiorgio Odifreddi, matematico e professore di logica presso la Cornell University e l'Università di Torino, parte dal presupposto che l'unico modo per affrontare in maniera sensata il Cristianesimo – e quindi il Cattolicesimo – sia quello di considerare la sua bibliografia ufficiale - partendo dal Vecchio Testamento - e su quella compiere indagini approfondite, ricostruzioni etimologiche, riflessioni storiografiche basate sui fatti, distinguo tra etica derivante dai testi e costruzioni “mediatiche” successive agli stessi. Col fine di capire quanto delle vicende narrate corrisponda al vero e quanto invece sia materiale non comprovato, quanto appartenga alla mitologia o al simbolismo e quanto sfiori pericolosamente la dimensione del fantastico.
Dalle duecentotrenta pagine del libro, molte delle quali spese per definire il ruolo dalla chiesa di Roma nelle diverse epoche storiche, esce un ritratto della religione poco in linea con l'ideale comune che la vorrebbe dispensatrice di certezze spirituali incontestabili, simbolo di verità e istituzione disinteressata ai beni materiali. Un'immagine che oltre a non rassicurare nemmeno i “poveri di spirito”, ricorda a chi legge che il pensiero critico indipendente, se da un lato richiede fatica, dall'altro mette al sicuro dalle derive populiste e dal sonno della ragione.

Fabrizio Zampighi