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Beppe
Scienza - La pensione tradita
(Fazi)
“Da
fine 2006 i dipendenti del settore privato sono bersaglio dei pressanti
inviti di politici ed economisti, sindacati e Confindustria, che li
esortano a rinunciare al Trattamento di Fine Rapporto (TFR), detto anche
liquidazione, a favore della previdenza integrativa. Malgrado ciò
l'adesione non si prospetta plebiscitaria, perché gli italiani
sentono puzza di bruciato”.
Comincia così Beppe Scienza – matematico, consulente bancario
e assicurativo, giornalista, scrittore – ne "LA PENSIONE
TRADITA", illustrando in poche righe e con la consueta chiarezza,
una delle operazioni finanziarie - bipartisan - meno trasparenti che
la storia del paese ricordi. Quella firma che gli occupati del settore
privato vennero chiamati ad apporre entro giugno 2007 per scegliere
se continuare a mantenere il TFR in azienda o destinarlo a fondi del
credito gestito. Una decisione importante, su cui si sarebbe dovuto
riflettere approfonditamente, ma che in realtà i diretti interessati
furono costretti a prendere nel giro di pochi mesi e sotto i colpi –
bassi – di un tam tam mediatico proveniente da tutte le alte sfere
della società civile. Dai sindacati alle banche, dalle assicurazioni
al mondo politico, dagli economisti “illuminati” ai giornalisti
“specializzati” la voce era unanime: investire il proprio
“tesoretto” in fondi pensione o in soluzioni di risparmio
private, pena un futuro economicamente incerto senza pensione o con
quello che ne sarebbe rimasto di li a quarant'anni. Ma era ed è
davvero così?
L'autore prova a rispondere compiendo un ragionamento organico, valutando
obiettivamente i pro e i contro di ognuna delle soluzioni, citando esempi
reali, confrontando condizioni e possibilità di guadagno, evitando
di demonizzare l'una o l'altra fazione. Per scoprire, dati alla mano,
che gli interessi sottesi al risparmio gestito sono troppi, che non
tutto quel che luccica è oro e che lasciare la vecchia strada
per una nuova potrebbe rivelarsi, in qualche caso, piuttosto azzardato.
Fabrizio
Zampighi |