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Tracklist
01. Spider lullaby (Toychestra)
02. Alberi e fabbriche (Maisie)
03. Le scatole per i piedi di Marcello (Amari)
04. Sai perché non mi piace il sol? (Saint Ferdinand)
05. La danza dell’orso (Blessed Child Opera)
06. Piccola e ben compiuta (Es)
07. Voce bianca / rumore bianco (Eh300244a)
08. Ai limiti (Land)
09. La compagnia (Masoko)
10. Bellezza (Marlene Kuntz)
11. Male di miele (Mariposa)
12. Un gioco...lugubre (Taxi So Far)
13. Lo scoiattolo e la libellula (Aidoru)
14. La canzone delle tre vite (Rosolina Mar)
15. Vom (Hello Daylight)
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Vari
- Lo Zecchino D'oro dell'underground
(Snowdonia / Audioglobe, 2005)
Ultimamente
capita di osservare come le sorprese più piacevoli in ambito
indie provengano spesso da pubblicazioni nate quasi per gioco
che pur non tralasciando gli aspetti strettamenti musicali si configurano
più come vere e proprie dichiarazioni di intenti. Una carta d'identità
dell'etichetta titolare del progetto insomma, capace non solo di motivarne
le scelte artistiche ma di identificarne quasi la tendenza "politica".
“LO ZECCHINO D’ORO DELL’UNDERGROUND” rientra
a nostro avviso in questa categoria, colmo com’è della
splendida irriverenza creativa e dell'innegabile approccio hand
made da sempre marchio di fabbrica dell’encomiabile Snowdonia.
L’idea di fondo è semplice quanto intrigante: prendere
un pugno di gruppi della scena indipendente italiana e chiedere loro
di riappropriarsi di un brano della propria discografia lasciando che
sia un bambino ad interpretarlo. Nessun vincolo di natura tecnica che
indirizzi i giovani artisti, nessun limite creativo alla voglia di osare,
nessun mago Zurlì a fare il buono e il cattivo tempo: dosi massicce
di entusiasmo rigorosamente minorenne e niente di più. Il risultato
è un pourpurri di stili e capacità differenti
che se da un lato tralascia ogni inutile riflessione sul livello qualitativo
del prodotto finito, dall’altro si pone l’obiettivo di celebrare
il talento istintivo dei giovani ospiti nel modo più naturale
possibile.
Scorrendo le tracce in scaletta capita di trovarsi di fronte ad una
Male Di Miele in comproprietà tra Mariposa e Margherita,
una Bellezza in cui i Marlene Kuntz fanno da band di supporto
ad Enrico o ai Blessed Child Opera che suonano La Danza Dell’Orso
per Emanuela. Toychestra, Maisie, Land, Aidoru, Hello Daylight, Masoko,
Amari, Saint Fernand, Es, eh300244a, Taxi So Far, Rosolina Mar completano
il quadro, per un’opera originale nel soggetto quanto elastica
nei modi, naif nell’approccio quanto irregolare nella
forma.
L’infanzia
e la voglia di sorridere donano al tutto un fascino imperfetto e spumeggiante
mentre il tono svagato del progetto – con tanto di note di copertina
autografe e foto dei piccoli protagonisti – ne sottolinea l’indole
scherzosa ma non superficiale.
Meno ingenuo di quel che sembra, “LO ZECCHINO D’ORO DELL’UNDERGROUND”
nasce come un’idea simpatica e si trasforma in qualche cosa di
più di un semplice divertissement: una sorta di richiamo
ufficiale ad una società ormai persa tra telefonini e guerre
sante che considera l’ingenuità un difetto e il gioco un
retaggio del passato.
Ci voleva il coraggio di Snowdonia per far uscire un disco del genere,
un’opera che forse non scalerà posizioni su posizioni dell’hit
parade nostrana ma ci pare fresca e colorata come un ghiacciolo,
allegra e disinteressata come il sorriso di un bambino.
Zampighi
Fabrizio |