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Tracklist
01. LA CANZONE
DI MARINELLA (Afterhours)
02. LA GUERRA DI PIERO (Il Parto Delle Nuvole Pesanti)
03. ANDREA (Rosaluna)
04. LA BALLATA DEGLI IMPICCATI (Cesare Basile)
05. LA COLLINA (Spirogi Circus)
06. SIDUN (Fiamma)
07. UN GIUDICE (Bandabardò)
08. NELL’ACQUA DELLA CHIARA FONTANA (Gatto Ciliegia vs GF e T.
Cerasuolo)
09. CANZONE PER L’ESTATE (Mercanti Di Liquore)
10. HO VISTO NINA VOLARE (Marco Parente)
11. AVE MARIA (Lalli)
12. CREUZA DE MÄ (Yo Yo Mundi)
13. GIOVANNA D’ARCO (Gang)
14. VIA DEL CAMPO (Claudio Lolli)
15. AMORE CHE VIENI, AMORE CHE VAI (Têtes De Bois)
16. CODA DI LUPO (Chichimeca)
17. MONTI DI MOLA (Mariposa)
18. RIMINI (LIVE) (Massimo Bubola)
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Vari
- Non più i cadaveri dei soldati
(Allegato
al trimestrale Mucchio Extra n.10)
Capita
a volte di imbattersi, tra i cd allegati alle decine di pubblicazioni
musicali più o meno dignitose che periodicamente invadono le
edicole, in proposte davvero interessanti, per cui valga la pena spendere
qualche Euro. Il cd che ci accingiamo a recensire in questa sede rientra,
a nostro modesto avviso, proprio in questa categoria.
Diciotto sono gli artisti italiani che i curatori del progetto sono
riusciti a coinvolgere in questo “NON PIU’ I CADAVERI DEI
SOLDATI”, opera che fin dal titolo – un verso dell’inno
antimilitarista “La Guerra di Piero” - svela la sua indole
di tributo – prima che commerciale, di certo, affettivo - al compianto
e mai dimenticato Fabrizio De Andrè. Diciotto artisti per diciotto
riletture di altrettanti titoli del cantautore genovese, dalle primissime
composizioni a quelle degli anni ‘70, dalle traduzioni di brani
di artisti stranieri - come Leonard Cohen - al periodo della collaborazione
con Massimo Bubola, dalla svolta etnica di “CRUEZA DE MÄ”
all’ultimo disco pubblicato “ANIME SALVE”.
È un’esperienza davvero intensa perdersi ancora una volta
– solo per citare alcuni dei brani - nella poesia giovanile de
La Canzone Di Marinella (Afterhours) o nella tesa disperazione
de La Guerra di Piero (Il Parto Delle Nuvole Pesanti), nell’oscura
tragicità de La Ballata degli Impiccati (Cesare Basile)
o nel cinismo esistenziale di Un Giudice (Bandabardò),
nella raffinata visione di Giovanna D’arco (Gang) o nell’omaggio
gentile di Via del Campo (Claudio Lolli). Tutti gli episodi
scelti per il disco traggono nuova linfa dal contributo degli artisti
coinvolti e, se non sempre appaiono compiuti o totalmente a fuoco nelle
nuove vesti, certo suscitano parecchia curiosità e meritano di
essere ascoltati.
Non vogliamo avanzare, nel particolare, un giudizio di merito sulle
versioni proposte domandandoci se le stesse siano o meno all’altezza
dell’originale, poiché porsi un interrogativo del genere
sarebbe davvero improduttivo e, certamente, materia per discussioni
interminabili. Ci limitiamo a consigliarne l’ascolto sia a chi
già conosce la discografia dell’artista di Genova sia a
chi non la conosce, ai primi perché potrebbero rimanere piacevolmente
stupiti, ai secondi perché l’opera in questione ci pare
un buon modo per entrare in contatto con l’universo poetico di
un musicista così importante come Fabrizio De Andrè.
Zampighi
Fabrizio |