Tracklist

01. Terremoto
02. A decine di metri dal fondo
03. Alibi
04. Stelle
05. Nuove strategie
06. Nuoce gravemente alla salute
07. Lo stetoscopio del dottor Locasciulli
08. Tigre contro tigre
09. Quelli come te
10. F.M. (il dittatore)
11. Spamming 387
12. Apparecchio mediatico
13. Alibi (rootz vrs.)
14. Le mani sopra Roma
15. Tunnel

 

Torpedo - L'ingranaggio
(V2 / Edel, 2004)

Dopo quattro anni passati sulla strada cercando di affinare lo stile musicale e le meccaniche interne, tornano i romani Torpedo con “L’INGRANAGGIO”, secondo disco ufficiale della band ed episodio che sembra confermare la qualità e le sinergie alla base del progetto.
Nelle corde del gruppo ci sono le timbriche calde del reggae, le ritmiche in levare e gli ottoni dello ska, le espansioni avvolgenti del dub, le distorsioni nevrotiche del punk, per una proposta che si configura come un meltin’ pot levigato di stimoli differenti. Un'attitudine al crossover che emerge nei contorni elettronici -Terremoto -, nelle basi drum’n’bass e nelle trombe - Alibi -, negli intermezzi jazzati - Lo Stetoscopio Del Dottor Locasciulli - nelle chitarre arrembanti - Quelli Come Te - , nelle svisate funk - Apparecchio Mediatico - che costituiscono la spina dorsale dei brani.
Alle musiche, che generalizzando non sarebbe azzardato accostare ad esperienze sonore quali 99 Posse e Subsonica, fanno da contraltare testi di impegno sociale che non esitano a scandagliare temi d’attualità come la povertà, il controllo dei mezzi di comunicazione, la politica deviata. Una scelta scomoda ma necessaria che rivela le forti motivazioni – umane prima che artistiche – sottintese alla ragione sociale dei Torpedo.
Uscito l’anno scorso nel silenzio generale “L’INGRANAGGIO” conosce quest’anno la gloria della ristampa e si rivela un episodio vario e divertente, sostenuto da un efficace lavoro d’equipe – al gruppo si uniscono in un paio di brani Rachid e i Sud Sound System – e dai piacevoli risvolti danzerecci.
Una proposta musicale che pur aspirando ad ottenere larga diffusione tra il pubblico giovane, non eccede mai nella fisicità fine a se stessa, favorendo invece la riflessione su tematiche scomode di cui, evidentemente, non si parla mai abbastanza.

Zampighi Fabrizio