Tracklist

01. Come ti chiami?
02. Allegria senza fine
03. Il mondo prima
04. L'impegno
05. Lorenzo piedi grandi
06. In amore con tutti
07. La sindrome di Bangs
08. La sorella di mio fratello
09. La salamandra
10. La poesia e la merce
11. Ninnanannapernina
12. Mio fratellino ha scoperto il rock'n'roll

 

Tre Allegri Ragazzi Morti – La seconda rivoluzione sessuale
(La Tempesta / Venus, 2007)

“El Tofo Grand Hotel” riapre i battenti dopo tre anni dall'ultimo IL SOGNO DEL GORILLA BIANCO, chiamando a raccolta i colleghi “Ragazzi Morti” Enrico Moltheni e Luca Masseroni. Cinque dischi all'attivo per la formazione di Pordenone, più di dieci anni spesi ad affinare un punk'n'roll nato grezzo e naif come pochi ma capace di creare proseliti istantaneamente. Con LA SECONDA RIVOLUZIONE SESSUALE ci si ritrova a bazzicare – di nuovo, e a dirla tutta con un certo piacere - tra le ruvidezze degli esordi, nonostante l'ultimo episodio discografico del gruppo avesse propagandato un suono più strutturato apparentemente frutto di un passaggio definitivo verso la maturità. Una necessità più che una scelta, dettata dalla voglia di ritornare a quell'immediatezza e a quella lucidità - evidentemente parte integrante del DNA della band - che forse era mancata a IL SOGNO DEL GORILLA BIANCO.
Per farlo Davide Toffolo e la sua cricca riabbracciano l'età dell'innocenza – l'amata adolescenza – decantandone le pulsioni e le scoperte in Salamandra, le conflittualità e la disillusione in La poesia e la merce, il gap di relazionalità in Come ti chiami: una dimensione universale in cui anche le chitarre acustiche e le voci sguaiate de Il mondo prima o il tiro irresistibile di Allegria senza fine - un inno al rock'n'roll in puro stile TARM – trovano una precisa collocazione.
Tra le dodici tracce del disco c'è spazio anche per una cover, My Little Brother degli Art Brut, che grazie alle chitarre degli Zen Circus, al basso di Brian Ritchie dei Violent Femmes e all'italianizzazione ad effetto di Toffolo si trasforma nella grintosa Mio fratellino ha scoperto il rock 'n' roll. Degna quanto esaltante conclusione di un disco che dimostra come il tempo, a volte, possa trascorrere in senso inverso.

Fabrizio Zampighi