|
Tracklist
01. You Must Stay
Out
02. The Counting Song
03. Secret Fires
04. Little
05. No More, No Less
06. Hell Was Next To Come
07. Somebody Else Do It
08. A Present
09. Julie
10. On My Hand
11. 3 Submarines
|
Songs
For Ulan – You Must Stay Out
(Stout Music / Audioglobe, 2005)
Ha un
che di trasversale e raccolto il secondo episodio di Songs For Ulan,
qualcosa che sta a metà strada tra una citazione in blocco della
musica tradizionale americana e la necessità di rinchiudere tale
tradizione tra le quattro pareti consumate di un appartamento in affitto.
Una necessità che porta a scarnificare le geometrie, a ridurle
all’osso, magari appiccicando tra loro una chitarra e un basso
acustico, un organetto e contributi sparsi di batteria, due accordi
di pianoforte e qualche “weird string”, perché facciano
da contorno ad un cantato che arriva direttamente dallo stomaco e che
allo stomaco ritorna, tanto è intenso.
Imprescindibile la lezione di Johnny Cash, magari non
immediatamente rintracciabile nelle melodie ma in circolo in ogni singola
venuzza di questo “YOU MUST STAY OUT”, almeno quanto lo
stile ruvido di Mark Lanegan e, perché no, le
tessiture malinconiche dei nostrani Franklin Delano.
Elementi che sembrano andare a braccetto con la produzione controllata
del buon Cesare Basile - ormai diventato una sorta di guru per gli amanti
dei “suoni di frontiera” - , le chitarre insidiose di Hugo
Race – impegnato a prestare la propria opera in The Counting
Song, Secret Fires, e On My Hand – e in generale
con una scrittura che parla di Pietro De Cristofaro
– il titolare del progetto – come di un autore dalle sorprendenti
qualità.
Trentacinque i minuti di durata totale, spesi tra l’intimismo
narcotico della title-track, le ritmiche tribali e le esplosioni elettriche
di Little, gli intrecci acustici di Julie, il banjo
alla 16 Horsepower della cover dei Gun Club Secret
Fires.
Trentacinque minuti
per un disco che conquista senza mezzi termini.
Fabrizio Zampighi
|