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Tracklist
01.
I Love Lucy
02. Pulse Of My Heart
03. Mr. Kennedy
04. Unprotected Love
05. My Mind Is Connected...
06. Sudden Town
07. Strings
08. Japanese Captain
09. La Cheritè
10. Lions And Tigers
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RECENSIONE
"UNDERWATER MOONLIGHT" |
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Soft
Boys
- Nextdoorland
(Matador,
2002)
Avevamo
lasciato i Soft Boys più di vent’anni fa alle prese con
un album “storico” come “UNDERWATER MOONLIGHT”,
impegnati a redigere un’opera capace di sancire una volta per
tutte la loro grandezza, a livello compositivo, in ambito neo-psichedelico.
Li avevamo lasciati in piena esplosione punk e new wave
a cantare di positive vibrations, con la sfacciataggine di
chi sa dove vuole arrivare e non si preoccupa minimamente di apparire
cool a tutti i costi. Li avevamo lasciati da anticipatori,
fautori di una miscela musicale geniale, aliena, figlia diretta della
follia di Syd Barrett e parente stretta con Beefheart,
Byrds e Beatles .
Vent’anni dopo li ritroviamo di nuovo assieme, pressochè’
identici e, c’e’ da dire, in gran forma.
Premesso che replicare un disco come “UNDERWATER MOONLIGHT”
sarebbe stato davvero arduo – anche solo per il giungere dell’inevitabile
maturità che nella stragrande maggioranza dei casi ammorbidisce
l’irruenza giovanile ed offusca la freschezza iniziale - e probabilmente
improduttivo, vogliamo sottolineare come le attese, giustificate, per
questo nuovo lavoro dei “ragazzi soffici”, non siano state
minimamente tradite.
Il disco si dispiega in dieci passaggi obbligati, dieci tracce che racchiudono
tutto l’universo Soft Boys – la nextdoorland del
titolo, evidentemente - fatto di soluzioni strumentali originali, fraseggi
che si rincorrono, ritmiche incalzanti, armonie spigolose ed imprevedibili.
Hitchcock e soci danno vita ad un’opera matura che richiama direttamente,
negli arrangiamenti, nella forma e talvolta anche nella melodia, il
passato “ingombrante” di “UNDERWATER MOONLIGHT”,
senza però mai cadere nella replica fine a se stessa o nella
scomoda sensazione del “già ascoltato”. Un disco
che chiaramente si ispira all’illustre predecessore ma che ne
arrotonda gli angoli, ne semplifica in parte le trame, in favore, forse,
di una creatività maggiormente pop ma, allo stesso tempo,
non troppo commerciale. Gli episodi migliori? Impossibile dirlo, soprattutto
quando una formula musicale risulta, come in questo caso, tanto avvincente
e riuscita da sfidare anche il trascorrere del tempo.
Zampighi
Fabrizio |