Tracklist

01. Good Bye Charlie
02. L’ultimo pensiero
03. Senza Ombra
04. Il mio compleanno
05. A-Strato
06. La velocità del tempo
07. Nuda dentro
08. Considerazioni
09. Labbranere
10. Atti di me
11. Percorso
12. Le mie risposte

(P)neumatica – Ultimi Attimi
(Desvelos – Shinseiki / Audioglobe, 2005)

Cominciamo dal suono. Quello di cui si fanno portavoce i (P)neumatica ha poco a che vedere con malinconici pomeriggi invernali spesi a rimpiangere un amore perduto o ingialliti ricordi adolescenziali. Non potrebbe essere altrimenti, dal momento che le 12 tracce del disco riportano la cronaca di un’ irrefrenabile infatuazione per le dissonanze di Marlene Kuntz e Sonic Youth, rivelando un approccio alla materia a metà strada tra impeti foruncolosi e lavoro di cesello, irruenza giovanile e produzione ragionata.
Proprio la produzione è il centro nevralgico di questo “ULTIMI ATTIMI”, un onere affidato all’ormai onnipresente Giorgio Canali che l’ex C.S.I. porta a termine con successo, imponendo ai brani registrati un’estetica graffiante ed esplosiva spesa tra riff veloci e ritmiche serrate, tempi sincopati e saturazioni. A titolo d’esempio potrebbe bastare l’introduttiva GoodBye Charlie, con il suo basso ingombrante e il refrain tutto flanella e Doc. Martens, la sei corde pulsante de L’ultimo pensiero, le dissonanze arrembanti di A-Strato o magari il procedere lento e in overdrive de Il mio compleanno.
Il materiale a disposizione è di quelli sanguigni e poco inclini al compromesso, roba da chitarra, basso, batteria, voce: un palese innamoramento per strutture solide e martellanti che non rinuncia, anche negli episodi meno energici, a dare comunque libero sfogo agli amplificatori, ad alzare i volumi, ad inseguire il riff trainante.
Ed è forse questo l’unico difetto del gruppo. Il fatto cioè di non riuscire quasi mai a conquistare una volta per tutte l’attenzione di chi ascolta con un fraseggio ad effetto, una struttura melodica davvero irresistibile, un’idea originale. Qualche cosa insomma che, pur non cedendo il passo a finalità biecamente commerciali, renda un suono altresì troppo autoreferenziale una scoperta continua, una cavalcata entusiasmante o magari soltanto un’esperienza musicale da più di un paio di ascolti.
Fuori luogo, del resto, pretendere la perfezione da una band al secondo disco. Tanto più se consideriamo che il lavoro dei (P)neumatica palesa comunque una gran voglia di fare, buone doti in fase di scrittura ed un livello qualitativo accettabile.

Zampighi Fabrizio