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Tracklist
01. Neve
02. Michelangelo Antonioni
03. Trilogia del sorriso animale-1
04. Trilogia del sorriso animale-2
05. Amore cattivo
06. Neve ridens
07. Gente in costruzione
08. Ascensore inferno piano terra
09. 30 secondi di vento
10. Vita moderna
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CONCERTO
LAMBRETTA, 2003 |
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RECENSIONE
"L'ATTUALE GIUNGLA" |
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RECENSIONE
"NEVE RIDENS (1) |
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Marco
Parente – Neve Ridens
(Mescal / Sony, 2006)
Marco
Parente è Marco Parente, prendere o lasciare. Non c’è
modo di stare in mezzo, di arrivare a un compromesso, o lo si ama o
lo si odia.
Il trasporto, le sconfitte, le virtù, il cantato attorcigliato
su se stesso peggio di un capitello corinzio, le attese e i rilanci,
le incertezze e il candore, l’intransigenza e il piacere di fare
musica per la musica, la poesia: una proposta quella dell’autore
fiorentino che quando non raccoglie entusiasmi e riconoscimenti viene
accusata di essere ostica, magari fraudolenta, talvolta eccessiva, logorroica
e accessoria, ricca di sfumature ma dispersiva.
Non se ne esce, i gusti sono gusti, e non saremo certo noi a negare
una verità sacrosanta come questa. Certo è tuttavia, che
non si può non dare atto al musicista di essere uno che ha il
coraggio di osare, di fare scelte difficili, che poco hanno a che vedere
con le confessioni da quattro soldi dei paladini dell’ FM tanto
di moda oggigiorno. Come quella di abbandonarsi alle orchestrazioni
jazz de “L’ATTUALE GIUNGLA” dopo aver conquistato
larghi consensi con un disco fondamentalmente pop come “TRASPARENTE”
o magari far uscire nel giro di pochi mesi due CD dallo stesso titolo
ma diversi per contenuto.
E’ così dunque, che ci ritroviamo a parlare di “NEVE
RIDENS” parte seconda, parentesi conclusiva del progetto discografico
omonimo. Un’opera che pur rimarcando il vincolo di parentela con
la prima puntata grazie ad una certa continuità estetica, muta
strutture piuttosto imbrigliate dai lacci della forma canzone in varietà
umorali di fondo sfumate. Il CD parte in sordina, attutito dal candore
delle atmosfere rarefatte e quasi impercettibili di Neve, per
poi guadagnare in intensità e spessore con lo scorrere dei brani
in scaletta: Michelangelo Antonioni è Caetano Veloso
tra lentezze sognanti e leggere accelerazioni orecchiabili, Amore
Cattivo è un difficile affastellamento strumentale che porta
ad un’esplosione finale di chitarre e ottoni, Neve Ridens
è il brano destinato alla RAM di ogni fan dell’ultima ora
ricco com’è di ritmiche trascinanti e gospel alla Antony
& The Johnsons. Uno zenith emozionale quello della title
track che rappresenta il giro di boa di “NEVE RIDENS” da
quel momento in caduta libera verso una semplificazione formale spesa
tra la voce-chitarra-batteria di Gente in costruzione, le complesse
staticità di Ascensore inferno piano terra, le geometrie
minimali di 30 secondi di vento e la voce-ukulele di Vita
Moderna.
Positivo il giudizio finale, derivante più dalle stimolanti costruzioni
melodiche cui Parente riesce a dar vita più che da una valutazione
hic et nunc delle potenzialità commerciali del prodotto
finito. Una riflessione direttamente connessa alla qualità di
una musica che non si accontenta di schierare l’ascoltatore pro
o contro ma pretende un confronto reale e una comprensione costante.
Fabrizio
Zampighi |