Tracklist

01. Treasure Plane
02. Caesar’s Column
03. Capt. Bo Dignifies The Allegations With A Response
04. Wild Horses
05. $50 Tea
06. The Last Act, Every Time
07. The Winter Shaker
08. Changes In The City

 

Oneida - Secret Wars
(Rough Trade, 2004)

Gli Oneida si occupano di psichedelia - sempre che il termine indichi ancora un genere ben definito - ma non sono l’ennesima band “acida” pronta ad “indossare” giri di chitarra scontati, strutture armoniche banali, assoli introspettivi interminabili. Quello che si ascolta tra i solchi del disco è un esperimento di fusione, un tentativo riuscito di coniugare una tradizione musicale che per questioni anagrafiche ha probabilmente ormai esaurito tutti gli argomenti a sua disposizione a dosi massicce di creatività. Un tentativo che si esplicita in un suono coraggioso, un suono che parla del cuore ma attraverso il cervello, grazie ad un linguaggio talvolta tortuoso ma certamente mai scontato. E' evidente, ad esempio, in un brano come Treasure plane con il suo incedere sghembo e l’ipnotico vibrare di chitarra, nei toni minacciosi del singolo Ceasar’s column – forse l’episodio meglio riuscito - con i suoi stop and go millimetrici e i suoi beats animaleschi, negli scambi nevrotici di $50tea, dalle ritmiche e gli accenti quasi punk. Non esistono punti di riferimento in “SECRET WARS”. Nel giro di pochi minuti si passa da episodi rabbiosi a brani acustici vagamente orientaleggianti – The last act, every time -, da arrangiamenti monodimensionali – The winter shaker - a cambi di ritmo ed improvvisazioni – Changes in the city - di oltre quattordici minuti.
Quello che ha da offrire questo nuovo episodio a firma Oneida è molto di più di qualche rima disciplinata o brano di facile presa: quaranta minuti di permanenza in una dimensione “altra” in cui la voglia di spingersi oltre il piano del reale e quella di seguire le proprie intuizioni si mescolano ad un rigore metodologico ed un attitudine verso la psichedelia dall’aspetto innovativo e sorprendente.
Per chi ha consumato l’ultimo disco dei Queens Of The Stone Age – nel momento in cui scrivo pare che il gruppo stia vivendo un momento di crisi - gli Oneida possono essere una gradita, nuova, esplorazione musicale, un’esplorazione forse meno agevole dal punto di vista dell’immediatezza sonora ma, di sicuro, affascinante.

Zampighi Fabrizio