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Tracklist
01. A May Afternoon
02. Clinical Shyness
03. The Wish Talker
04. Phone Calls
05. (I Fear) Time
06. Words
07. To Apologize
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My
Dear Killer – Clinical Shyness
(Madcap – Eaten by Squirrels – Under My Bed, 2006)
E’
un po’ come la scena di un film.
In primo piano un arpeggio di chitarra pulito che abbozza la tonalità
e si limita ad accompagnare senza troppe pretese; più in là,
quasi a mezzobusto, uno scorrere continuo di distorsioni che al pari
della corrente di un fiume accelera, rallenta, si trasforma in feedback,
muta in crescendo, svanisce; a figura intera ma quasi indistinguibile
tra le ombre sul fondo, una vocina impalpabile, flebile ma accorta,
che (in)canta parole e semplici suoni.
È più o meno così che si presenta “CLINICAL
SHYNESS”, opera prima di My Dear Killer aka Stefano S.. Un disco
che per certi versi spande sensazioni invece che proporre canzoni, vive
di agglomerati d’atmosfere invece che di strofe e refrains, si
perde in una forma di timida enunciazione dell’essere dimessa
quanto certa d’esistere, eterea quanto sottilmente psichedelica,
onirica nell’attitudine quanto ipnotica nei toni. Musica da cameretta
insomma, non a caso pubblicata grazie ad una join venture tra la Under
My Bed del titolare del progetto, la Eaten By Squirrels e il lisergico
Madcap Collective.
Nello specifico, scivolando tra le sette tracce del disco, ci si imbatte
in una A
May Afternoon
che nasce come una nenia alla Smog e decide di morire
sotto una marea di feedback in stile European Song; una The
Wish Talker che a discapito del temporale di saturazioni iniziale
vola bassa tra un cantato quasi impercettibile e una chitarra elettrica
improvvisata; una Words che frigge d’elettricità
e malinconie represse; una Phone Calls – unico episodio
“in chiaro” del pacchetto – che con l’attitudine
pop che rivela ricorda - chissà poi perché - alcune cose
di Roger Waters.
Questo è il mondo di My Dear Killer, lo-fi per scelta, spettinato
dopo una nottata insonne, capace di abbuffarsi di rumore e solitarie
dissertazioni, sensibile alle variazioni di colore e di temperatura,
schivo ma necessariamente vivo.
Fabrizio
Zampighi |