Tracklist

01. Zenith
02. Educazione all’inverso
03. Qualsiasi aprile
04. Finta gioia
05. Fiducia in un nulla migliore
06. Curami deus
07. Mondodown
08. Zona monumentale
09. Misma
10. Il bowling o il sesso?
11. E poi vienimi a dire che questo amore non è grande come tutto il cielo sopra di noi
12. In me
13. Ridi Irene ridi
14. Legno

 

INTERVISTA, 2004
CONCERTO CALAMITA, 2004
RECENSIONE "SPLENDORE TERRORE"
RECENSIONE "TOILETTE MEMORIA"
RECENSIONE "IO NON SONO COME TE"

Moltheni - Fiducia nel nulla migliore
(Cyclope / Bmg, 2001)

È un Moltheni decisamente maturato quello in cui ci si imbatte sperimentando l’ascolto di “FIDUCIA NEL NULLA MIGLIORE”, un musicista che oltre ad aver acquisito una discreta esperienza, appare più convinto dei propri mezzi e con idee piuttosto chiare sul tipo di estetica da dare al nuovo lavoro. Non è casuale la scelta di prendere armi e bagagli e partire in compagnia di Salvatore Russo, Gianluca Schiavon e Fabio Petrelli per gli Stati Uniti. Ad aspettarli infatti, ci sono Chris Stamey e Jefferson Holt, rispettivamente tecnico del suono e produttore designati per il nuovo album nonché ex Sneakers il primo e vecchio collaboratore dei R.e.m. il secondo.
Il netto cambio di rotta rispetto all'episodio d'esordio - "NATURA IN REPLAY" del 1999 - è evidente, soprattutto, nei suoni. Pur non rinnegando una forte attrattiva per la dimensione melodica dei brani, Moltheni tramuta l’approccio gentile che caratterizzava il primo disco in un inno all’urlo sgraziato ed al lamento, mediato da chitarre grezze ed incisive e da arrangiamenti tutt’altro che posati.
L’indole rabbiosa dell’artista, lasciata in disparte in precedenza, qui si fa spinta propulsiva di un fondamento espressivo dolente ma necessario, in cui male di vivere e malinconie si fondono ad un gusto spiccato per la metafora.
I testi trasudano scetticismo – “giudicami, giovane ed agre, cibo un po’ freddo ma buono, da riciclare” (Qualsiasi Aprile) –, sottintendono amare ironie – “incollati, al tuo divano e, ripeti piano quello che ti piace in tv” (Ridi Irene ridi) –, descrivono stati d’animo – “anima in pena, sputa fuori tutta l’ansia, nuvola del nord atterra, come sempre colma d’acqua” (Misma), dimostrando sempre una personalità ed un’originalità fuori dal comune.
Le musiche, nonostante l’approccio fisico che le contraddistingue - strutturato nella maggior parte dei casi su chitarra elettrica, basso e batteria -, accentuano il carattere deciso della melodia senza soffocarla.
Pienamente soddisfacente il livello qualitativo generale dell’opera e davvero rare le incertezze di percorso, unica forse uno stile espositivo in genere consono al tono dei brani ma alla lunga troppo monocorde. Un dettaglio tuttavia trascurabile considerato l’entusiasmo creativo che si respira tra i solchi di “FIDUCIA NEL NULLA MIGLIORE”, un eccesso di trasporto emotivo dettato probabilmente dall’esigenza da parte dell’autore di affrontare la materia “a nervi scoperti”.

Zampighi Fabrizio