Tracklist

01. Solo 1 cosa
02. Il circo di Barnum
03. Libero
04. Omino
05. A.c.r.onimi
06. L’uomo che non c’era
07. Onde ran(dom)
08. Chissà
09. Spaghetti a Detroit
10. Blue Exploit
11. Solo 1 cosa (reprise)
12. …Ed io sto zitto!
13. I 44 gatti


 

Gruppo Elettrogeno – Varietà di ricette per una sana alimentazione
(Core-T-Zone / Edel, 2006)

Una possibile chiave di lettura per la nuova fatica discografica del Gruppo Elettrogeno risiede probabilmente nella parola “varietà” riportata nel titolo, un termine che sottintende a rimandi stilistici multiformi e che nel concreto si esplicita in una miscela di funk, disco music, rock, elettronica, melodia, sostenuta da un approccio piuttosto ironico e capacità tecniche sopra alla media.
Suoni dalle laccature quasi mainstream quelli che si ascoltano nelle tredici tracce, forse troppo saporiti per i palati degli indie lovers più intransigenti tuttavia capaci di mietere vittime grazie ad una commistione riuscita di mestiere ed energia. Energia che scaturisce in gran parte dai molteplici riferimenti alla base del gruppo: Solo 1 cosa parte sui binari dell’elettronica e si trasforma in un pezzo disco con coretti sintetici alla Kraftwerk, Il circo di Barnum riesce nell’impresa di far convivere in quattro minuti i Queen e Renato Zero, Libero pare un lato B dei Dirotta su Cuba, A.c.r.onimi prende a prestito le melodie dei primi Bluvertigo, Blue Exploit sancisce il territorio di confine tra Frank Zappa e lo swing, Spaghetti a Detroit è un omaggio sentito e quasi calligrafico al grande Fred Bongusto.
Più di tutti però, ascoltando il Gruppo Elettrogeno, viene in mente il suono mutante di Elio e le Storie Tese, che pur spogliato dell’umorismo pungente che lo contraddistingue, riecheggia negli arrangiamenti e nella forma generale del disco. Elio che non si limita ad ispirare ma che presta anche la voce in Chissà, al pari di Eugenio Finardi, impegnato a cantare in Omino, l’ideale “seguito” della sua Extraterrestre.

Fabrizio Zampighi