Tracklist

01. Ogni mattina
02. Emme
03. Posso essere il migliore?
04. Ultima armonia
05. Normale
06. Zerouno
07. Velocità consigliata / 4.23
08. Conquistami
09. I.d.
10. Tranquillità
11. Quel che rimane
12. Rimmel

 

Emme - I.D.
(X-Land / Venus, 2004)

Tra i tanti titoli di dischi che mi vengono in mente ascoltando “I.D.” dei vicentini Emme c’e’ ne uno che ritengo possa rappresentare più di altri l’anima ed il suono del gruppo. È un album uscito in un periodo in cui, in musica, la parola d’ordine era brit pop e gli alfieri del movimento avevano nomi come Blur, Oasis, Radiohead, Supergrass, Suede, Sterephonics. Proprio questi ultimi nel 1997 pubblicavano “WORD GETS AROUND”, superba opera di pop chitarristico graffiante ed episodio che si inseriva a pieno titolo nel calderone ribollente e multicolore a cui corrispondeva la scena inglese del periodo.
Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia da allora, ma pare proprio che gli Emme non se ne siano accorti, se è vero che con il cd che abbiamo tra le mani costruiscono un piccolo omaggio, nemmeno troppo velato, a quel disco – e periodo - , recuperandone estetica e forme e riadattandole a proprio uso e consumo.
C’e’ da dire che il gruppo vicentino non se la cava male in fase compositiva, riuscendo nell’intento di costruire un 4/4 melodico piuttosto godibile, figlio di espressioni cantautorali autoctone – la cover di Rimmel posta in chiusura di scaletta la dice lunga su quali siano i riferimenti in questo senso – ma chiaramente debitore nei confronti del pop elettrico anglosassone di metà anni ‘90. Una scelta quest’ultima che finisce per concretizzarsi in un succedersi di suoni dalla dinamica ampia e gli accenti valvolari, in morbidi overdrives di chitarra e indovinate progressioni armoniche, in refrains trascinanti dal giusto mood.
Non è tutto. Gli Emme dimostrano con brani come Ogni mattina – forse l’episodio più riuscito dell’intero catalogo e non a caso quello posto in apertura del disco – di saper scrivere potenziali singoli, con Emme mid-tempo di buona caratura, con Ultima armonia ballate rotonde votate all’FM. Il suono è pulito, rassicurante e discretamente energico ed ha la facoltà di farsi ricordare già ad un primo ascolto.
Scendendo di un gradino e scavando sotto la superficie del disco, emergono però anche alcune incertezze di fondo.
Ci si accorge per esempio di avere a che fare con una formula musicale probabilmente troppo edulcorata, in grado di proporsi con una certa piacevolezza ma non di imporsi in virtù di inclinazioni caratteriali definite, una formula che a dirla tutta, pare talvolta strizzare l'occhio ad ambienti indie e talvolta alle charts radiofoniche. L ’opera mostra inoltre qualche calo di tensione sporadico ed una verve che tende a tratti a smarrirsi, tra liriche poco rappresentative e concessioni generose nei confronti di soluzioni musicali ormai troppo frequentate
.
Nel complesso niente di tragico, comunque, solo qualche pecca di gioventù, che tuttavia impedisce di considerare "I.D."come un disco totalmente riuscito e costringe a relegarlo, invece, a “semplice” esperienza musicale gradevole e di buon impatto.

Zampighi Fabrizio