Tracklist

01. Erste
02. Monitor b
03. Formant
04. Reder at 4:30
05. En Avoid
06. Several


 

Echran – Echran
(Ebria-Smallvoices / Wide, 2005)

E’ un disco più nero del nero l’esordio discografico degli Echran.
Un muro di lenti crescendo in cui programmazione e sintetizzatori si intrecciano generando acute perforazioni, sequenze ossessive e continuum ipnotici, aritmie miocardiche e spaziature avvolgenti, fangose strutture e variazioni digitali angoscianti. Come se i Suicide avessero abbandonato le narcosi della New York eroinomane degli anni Settanta per abbracciare grandezze siderali e cupezze cosmiche, depressioni post-industriali e disturbi sintetici .
Il senso del lavoro del gruppo sta’ tutto nelle sei tracce in scaletta, eccessivamente dilatate per sembrare spari nel buio ma troppo brevi per meritarsi l’appellativo di “derive”: un’attitudine all’elaborazione razionale e alla costruzione su più livelli che non perde mai il bandolo della matassa e si traduce in visioni inquietanti dai toni monocromatici. A intramezzare gli echi depravati delle macchine, ritagli di liriche in francese, veri e propri mantra dai contorni tremolanti che traghettano l’ascoltatore sulle acque di uno Stige fatto di echoes, ripetitività strutturali, disturbi analogici, suoni metallici ad libitum.
Un lavoro complesso e affascinante quello di Fabio Volpi e Davide Del Col – i due musicisti nascosti dietro alla sigla Echran - che non può non colpire l’ascoltatore col suo essere esperienza totale e destabilizzante nonché raccolta di suoni onirici ai confini dell’universo.

Fabrizio Zampighi