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Tracklist
01. Cantico Dei Tarantati
02. A Che Serve Lo Zolfo
03. In Coda
04. Apocrifo
05. Senza Sonno
06. Tutto Tranquillo
07. Waltz #4
08. Trave
09. Orto Degli Ulivi
10. L’albero Di Giuda
11. Pietra Bianca
12. Primo Concime
13. Little Bit Of Rain
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Cesare
Basile - Gran calavera elettrica
(Mescal
/ Sony, 2003)
Cesare
Basile è un autore abituato a procedere a nervi scoperti in territori
musicali sofferti ed inusuali, territori fatti di emozioni nascoste,
dolore, ineluttabilità, malinconie, territori che hanno a che
fare, spesso, con la parte più oscura e tragica dell’ umano
sentire. Non è facile riuscirci senza scadere nell’ovvietà
o evitando di crogiolarsi in una condizione di autocompiacimento persistente.
Non è facile ma Basile dimostra di saperlo fare. A riprova di
quel che dico c’e’ stato, nel 2001, un disco come “CLOSET
MERAVIGLIA” che nel momento della sua pubblicazione ha raccolto
unanimi consensi di critica e c’è, ora, questo “GRAN
CALAVERA ELETTRICA”.
L’estetica generale del progetto richiama gli stilemi della canzone
folk, un folk d’autore torturato, reso in maniera egregia anche
grazie al contributo di John Parish – il nome di P.J.Harvey vi
dice niente? - in fase di produzione. Un folk musicalmente sospeso tra
rimandi evidenti alla frontiera americana ed elementi peculiari di origine
italica, contraddistinto dalla particolare prosa criptica dell’autore.
Ci sono gli arrangiamenti orchestrali di John Bonnar – chiamato
in causa già nel disco precedente - che lavorano di cesello tra
le linee melodiche dei brani e ci sono anche atmosfere decadenti alla
Hugo Race – non presente di persona ma citato
più volte dai suoni delle chitarre - che scavano sul fondo di
un disco dalla formula intrigante.
“GRAN CALAVERA ELETTRICA” non è un’opera dai
toni leggeri. I testi e le atmosfere tradiscono la propensione dell’autore
a trattare temi scomodi come l’insicurezza – Trave
-, la morte – In coda, Senza sonno -, la disperazione
–Tutto tranquillo - grazie ad un’ indole
malinconica ed una spiccata sensibilità. Quello che emerge è
un disco capace di dosare nelle giuste proporzioni sussurri e sfuriate,
suggestioni e toni meditativi, sperimentazione e raffinati arrangiamenti.
La qualità della proposta di Cesare Basile è fuori discussione
e lo dimostra anche uno score ricco di illustri collaborazioni. Se in
“CLOSET MERAVIGLIA” l’autore era riuscito a coinvolgere
musicisti del calibro di Massimo Volume, Roy Pacy ed il già citato
Hugo Race – per chi non lo sapesse chitarra di Nick Cave ai tempi
di “FROM HER TO ETERNITY” - qui, oltre al produttore Parish,
cede al fascino delle ballate poco rassicuranti di Basile –
Senza sonno - un’artista dalla lunga e rispettabile carriera
come Nada.
Zampighi
Fabrizio |