Tracklist

Volume I

01. Deanna
02. The mercy seat
03. City of refuge
04. The moon is in the gutter
05. The six strings that drew blood
06. Rye Whiskey
07. Running scared
08. Black Betty
09. Scum
10. The girl at the bottom of my glass
11. The train song
12. Cocks ‘n’ asses
13. Blue bird
14. Helpless
15. God’s Hotel
16. (I’ll love you) Till the end of the world
17. Cassiel’s song
18. Tower of song
19. What can I give you

Volume II

01. What a wonderful world
02. Rainy night in Soho
03. Lucy
04. Jack the ripper
05. Sail away
06. There’s no night out in the jail
07. That’s what jazz is to me
08. The willow garden
09. The ballad of Robert Moore and Betty Coltrane
10. King kong kitchee kitchee ki-mi
11. Knoxville girl
12. Where the wild roses grow
13. O’Malley’s bar
14. Time Jesum transeuntum et non riverentum
15. Red right hand

Volume III

01. Little empty boat
02. Right now I’m a-roaming
03. Come into my sleep
04. Black hair
05. Babe I got you bad
06. Sheep my safely graze
07. Opium tea
08. Grief came riding
09. Bless his ever loving heart
10. Good good day
11. Little Janey’s gone
12. I feel so good
13. Shoot me down
14. Swing low
15. Little ghost song
16. Everything must converge
17. Nocturama
18. She’s leaving you
19. Under this moon

 

RECENSIONE "ABATTOIR BLUES-THE LYRE OF ORPHEUS"
RECENSIONE
"NOCTURAMA"
RECENSIONE "THE PROPOSITION"

 

Nick Cave and the Bad Seeds - B-Sides & Rarities
(Mute, 2005)

E’ piuttosto complicato valutare in modo obiettivo operazioni che nascono con l’intento di presentare al pubblico materiale che non proviene direttamente dalla discografia ordinaria di un musicista. Che si tratti di b-sides, rarità o quant’altro di sconosciuto, sotterraneo, alternativo egli possa aver prodotto e successivamente riposto in un cassetto, non di rado si insinua nel consumatore lo spiacevole dubbio di avere a che fare con un’operazione commerciale mascherata da vezzo artistico che ha l’unico scopo di scucire, spesso senza meritarlo, qualche decina di euro in più. Non bastasse questo a far scemare l’entusiasmo per dischi del genere, viene istintivo considerarli come una sorta di riserva protetta per lo zoccolo duro dei fans dell’artista e, di conseguenza, episodi prescindibili per gli altri.
Poteva sembrare naturale far rientrare nella stessa categoria anche questo “B-SIDES & RARITIES” di Nick Cave & the Bad Seeds, non fosse altro per le dimensioni considerevoli – tre cd per un totale di cinquantatre brani – e il marasma di alternative takes e inediti di secondo piano presenti in scaletta. E invece alla Mute confezionano un’opera tutt’altro che disprezzabile che se da un lato non rinuncia alle dichiarate velleità filologiche ricorrendo a materiale in alcuni casi obiettivamente superfluo, dall’altro si fa carico di recuperare episodi importanti e ormai introvabili della ventennale carriera di Re Inchiostro. Accanto a versioni acustiche di classici come Deanna, The Mercy Seat, Jack The Ripper trovano posto, ad esempio, il duetto Nick Cave/Shane MacGowan di What A Wonderful World o una The Six Strings That Drew Blood scrostata direttamente dalle pareti ammuffite del passato a marca Birthday Party, una Tower Of Song incisa nel ’91 per un disco tributo a Leonard Cohen o Red Right Hand riveduta e corretta per il film “Scream 3”.
I dischi intraprendono una sorta di viaggio a ritroso nel passato dell’artista lungo un itinerario pieno di curve e saliscendi, con lo scopo di riappropriarsi di passaggi musicali estemporanei – è il caso di There’s No Night Out In The Jail, brano inciso per una compilation di musica country australiana e mai pubblicato –, dimenticati – The Moon Is In The Gutter – o ingiustamente esclusi dalle tracklists ufficiali (The Ballad Of Robert Moore and Betty Coltrane).
Dei tre cd sono da ritenere indispensabili soprattutto i primi due, in parte per il livello qualitativo generale del materiale registrato – andate a riascoltarvi i diciotto, deliranti, minuti di O’Malley’s Bar incisi per l’inglese Radio One – in parte perché rappresentano fedelmente i passaggi più importanti dell’evoluzione stilistica del musicista. Il terzo, pur raccogliendo episodi pregevoli – Little Empty Boat su tutti - tende tuttavia a suonare troppo monocorde e edulcorato, ostaggio com’è di materiale proveniente da pubblicazioni più recenti, melodiche e, aggiungiamo noi, controverse.
Resta comunque un esperimento fondamentalmente riuscito questo “B-SIDES & RARITIES”, interessante per il neofita che si vedrà recapitato un sunto efficace della poetica caveiana, imprescindibile per l’appassionato che non saprà rinunciare facilmente ad alcune “chicche” in esso contenute.

Zampighi Fabrizio