Tracklist

ABBATTOIR BLUES

01. Get Ready For Love
02. Cannibal’s Hymn
03. Hiding All Away
04. Messiah Ward
05. There She Goes, My Beautiful World
06. Nature Boy
07. Abattoir Blues
08. Let The Bells Ring
09. Fable Of The Brown Ape

THE LYRE OF ORPHEUS

01. The Lyre Of Orpheus
02. Breathless
03. Babe, You Turn Me On
04. Easy Money
05. Supernaturally
06. Spell
07. Carry Me
08. O Children

 

RECENSIONE "B-SIDES & RARITIES"
RECENSIONE
"NOCTURAMA"
RECENSIONE "THE PROPOSITION"

Nick Cave and The Bad Seeds - Abattoir Blues / The Lyre Of Orpheus
(Mute, 2004 )

Confesso di essermi avvicinato con una certa cautela alla nuova fatica discografica di Nick Cave, memore della mezza delusione patita ai tempi di "NOCTURAMA" ma allo stesso tempo conscio di dover assolvere alle funzioni, spesso ingrate, del recensore quantomeno obiettivo. Come se non bastasse devo ammettere che già da un po' mi frullava in testa l'idea di stroncare in maniera sommaria il disco senza nemmeno prima ascoltarlo, e più precisamente dal momento in cui era girata voce dell'abbandono dei Bad Seeds da parte di Blixa Bargled. Difficile immaginare le melodie fin troppo statiche e prevedibili del "Re Inchiostro" contemporaneo senza le chitarre urlanti e solo apparentemente accessorie del suo alter ego berlinese, difficile poter credere ad una redenzione musicale che lo riportasse sulla via della creatività e del rinnovamento proprio in un momento così delicato.
Perso nei miei vagheggiamenti avevo tuttavia dimenticato che nulla puo' essere dato per scontato quando si ha a che fare con un artista dalle mille risorse come Nick Cave.
Il musicista australiano confeziona con questo disco un'opera fondamentalmente "viva", specchio fedele delle acque tranquille in cui naviga già da qualche tempo ma in ugual misura episodio che sterza dall' ultima - incolore - testimonianza sonora. Non fraintendetemi, nessun ritorno al lontano e glorioso passato con i Birthday Party o dei primi Bad Seeds ma innegabilmente una spinta tangibile verso forme espressive piuttosto insolite per l'artista, sommata, questa volta, ad una vena compositiva inaspettatamente ritrovata. Ironia della sorte ha voluto che fosse uno dei linguaggi più classici in assoluto, ovvero il soul, a fungere da efficace collante per l'opera in questione, un soul che se a tratti modifica l'urgenza espressiva del musicista adattandola ai propri schemi, in altre occasioni cambia a livello morfologico, infettato com'e' dalle tipiche e logorroiche deviazioni sonore targate Nick Cave.
Come facilmente comprensibile dal titolo, il doppio disco racchiude al suo interno due volti di una stessa personalità: da una parte i ritmi sostenuti e l'approccio più energico di "ABATTOIR BLUES", dall'altra l'imprinting fondamentalmente melodico di "THE LYRE OF ORPHEUS". Due dimensioni che hanno il pregio di mostrare un artista che pur non riuscendo a mettere immediatamente a fuoco tutti i nuovi stimoli li delinea efficacemente per sommi termini grazie ad una scrittura prolifica e coraggiosa, tesa finalmente alla ricerca di soluzioni meno convenzionali rispetto al passato. I brani traggono beneficio dal lavoro di sintesi che riesce a portare a termine l'autore, dimostrando maggiore compattezza in termini musicali ed una sobrietà inusuale nei testi.
Se - quasi - tutto sembra girare per il verso giusto merito è anche del solito ed inappagabile apporto dei fedeli Bad Seeds. L'esemblè che da quasi vent'anni accompagna Cave si dimostra in grado di dare voce in maniera egregia all' ennesima prova del leader, declassando questa volta a figura di secondo piano il violino ingombrante del geniale Warren Ellis e preferendo un approccio maggiormente unitario ed equilibrato. Tutti i musicisti si destreggiano abilmente garantendo un appoggio senza sbavature sia negli episodi più trascinanti del disco - da tenere a mente l'esplosiva e devastante Get ready for love, il funk distorto e quasi Jonspenceriano di Hiding all away, la cavalcata pianistica di There she goes my beautiful world - che in quelli più pacati.
Un esperimento riuscito insomma questo "ABATTOIR BLUES/ THE LYRE OF ORPHEUS", forse non perfetto in ogni dettaglio ma sulla buona strada per diventarlo.

Zampighi Fabrizio