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Tracklist
01.
I fly wherever I go
02. fork in the road
03. there’s more than one way to dance
04. blue part of the windshield
05. down on skidrow
06. here comes the water now
07. plaid lined jacket
08. dark and shiny gun
09. 97 flood
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RECENSIONE
"EMPTY HOUSES ARE LONELY" |
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RECENSIONE
"CAVALIER" |
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Tom
Brosseau – Grand Forks
(Loveless, 2007)
Nel quinto
album della sua breve carriera Tom Brosseau si affida alle radici, convertendo
il folk infinitesimale e le carezze acustiche dell'ottimo EMPTY HOUSES
ARE LONELY – forse il disco della svolta, almeno in termini di
riscontri commerciali – in un garbato omaggio alla tradizione
americana tutto lap steel, batteria spazzolata e pianoforte. Trentacinque
minuti scarsi di musica che scendono elegantemente a compromessi con
le geometrie mid e slow tempo del country, i toni appena sussurrati
della poetica del musicista americano e un approccio minimale negli
arrangiamenti.
Cosa cambia rispetto al passato? Nulla o quasi, se si eccettuano alcune
parentesi strumentali leggermente più elaborate, ma l'odore di
stantio ancora non si sente. Sarà forse per l'abilità
che dimostra l'autore nel mescolare le carte, nell'indovinare progressioni
armoniche che suonano originali o magari nella capacità di dare
ai brani l'aspetto rassicurante di un vecchio dalla lunga barba che
fuma la pipa su una sedia a dondolo: nello scovare la quint'essenza
del blues rurale insomma, con le dodici battute della chitarra acustica
a fare da contorno.
Fork In The Road e e Dark And Shiny Guy sono valzer
crepuscolari, Blue Part Of The Windshield si perde piacevolmente
in bending disidratati e sfumature liriche eleganti, Down On Skidrow
spaccia malinconie sottili di contrabbasso-chitarra, il tutto senza
mai una caduta di tono. Un'eleganza formale e sostanziale scalfita soltanto
– ma il giudizio rimane comunque estremamente soggettivo –
da un uniformità di linguaggio che alla lunga potrebbe far storcere
il naso agli estimatori dell'ultim'ora.
Sottigliezze che comunque non minano la qualità “superiore”
dei brani di GRAND FORKS.
Fabrizio
Zampighi |