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Tracklist
01.
Fragile Mind
02. Empty Houses Are Lonely
03. Hurt To Try
04. Mary Anne
05. Dark Garage
06. Heart Of Mine
07. The Broken Ukulele
08. How To Grow A Woman From The Ground
09. Lonesome Valley
10. Bars
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RECENSIONE
"GRAND FORKS" |
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RECENSIONE
"CAVALIER" |
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Tom
Brosseau – Empty Houses Are Lonely
(Fat Cat - Wide, 2006)
Un po’
Nick Drake, un po’ Kings Of Convenience,
un po’ Sondre Lerche e con un vibrato malinconico
della voce che farebbe la felicità di Antony,
Tom Brosseau piace un po’ a tutti, almeno a giudicare da quanto
si legge in giro. Una musica, la sua, immersa nella pace di un sonnolento
paesaggio rurale, capace di stimolare la parte solitaria e malinconica
che c’è in noi, magari col suono di un armonica a bocca
o i colori pastello di una chitarra acustica.
Folk ristoratore d’anime insomma, alle volte tanto triste da lacerarti
il cuore – Fragile Mind -, figlio dei suoni della tradizione
americana – Dark Garage e Heart Of Mine -, piacevolmente
vicino a parabole artistiche luminose come quella del compianto Jeff
Buckley - Empty Houses Are Lonely -, quasi sempre
raccolto in posizione fetale in difesa di un’intimità preziosa.
All’occorrenza archi, organo e batteria giocano con la melodia,
offrono spessore, esaltano taluni passaggi e si defilano in altri, quasi
a sottolineare la funzione accessoria che ricoprono nell’ottica
di una musica tanto schietta e toccante. Suoni che richiamano il blues
in più di un’ occasione, anche se non nella maniera diretta
che imporrebbe l’estetica di genere quanto piuttosto nel mood
generale.
Nata come una sorta di raccolta di alcune tracce incise dal musicista
del Nord Dakota nel corso degli anni – all’attivo ben sei
album -, EMPTY HOUSES ARE LONELY si fa apprezzare per immediatezza e
semplicità d’uso, pur non faticando a garantire una certa
consistenza anche dopo ascolti ripetuti.
Inevitabile del resto, considerata l’intensità emotiva
che traspare dall'arte di Tom Brosseau.
Fabrizio
Zampighi
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