Tracklist

01. Elephant Woman
02. Messenger
03. Melody
04. Doll Is Mine
05. Misery Is A Butterfly
06. Falling Man
07. Anticipation
08. Maddening Cloud
09. Magic Mountain
10. Pink Love
11. Equus

 

FOTORAPPORTO IO STREET CLUB, 2005

Blonde Redhead - Misery Is A Butterfly
(
4ad, 2004)

Meno istintiva rispetto alla precedente “MELODY OF CERTAIN DAMAGED LEMONS”, “MISERY IS A BUTTERFLY” è un’ opera organica e ricercata nella forma. Arrangiamenti volutamente opulenti, resi tangibili da frequenti partiture d’archi, fanno del disco un esperienza stratificata di non facile catalogazione, in cui l’obliquità delle melodie blondredhediane scende a patti – inevitabilmente - con una certa dose di classicità. È un mutamento estetico, se vogliamo, quello che si avverte, accompagnato però da un altrettanto evidente cambiamento di rotta nei contenuti.
Nelle undici tracce che costituiscono l’opera si passa dalle melodie grezze ed acide dell’episodio discografico precedente a barocchismi curati nel minimo dettaglio - testimoniati anche dalla grafica che accompagna il booklet -, barocchismi che non risparmiano in raffinatezza ma che, a volte, sacrificano qualcosa dal punto di vista dell’energia. In alcuni frangenti la scelta messa in atto dal gruppo porta a composizioni di rara bellezza – Elephant woman, Doll is mine, Misery is a butterfly solo per citarne alcune - ma in altri, la voglia di giocare per addizione nella resa strumentale dei brani rischia di appiattire l’intensità emotiva che traspare, trasformandola in un pericoloso esercizio di stile dai toni troppo uniformi.
Non che l’ascolto del disco sia un’esperienza sgradevole, tutt’altro. L’opera in questione mostra ancora una volta e senza mezzi termini, la grandezza e l’estro, a livello compositivo, della ditta Pace-Makino-Pace.
Certo è però che l’impressione di trovarsi davanti un gioiellino pop terribilmente statico, perfetto e cesellato - quando invece il marchio di fabbrica del terzetto italo-nippo-americano erano state fino ad ora, le incongruenze armoniche e la dinamicità- è davvero forte.
La maturità stilistica dei Blonde Redhead, passa, evidentemente, per queste dodici tracce maestose ed oniriche, in cui la musica, da consolatrice di animi qual’era, diventa una sorta di universo omnicomprendente e totale. Si possono o meno condividere le scelte fatte dai musicisti ma non mettere in dubbio le loro capacità.
Un nove, ad un gruppo con la media del dieci.

Zampighi Fabrizio