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Tracklist
01. 90 (la paura)
02. Nothing infinity reality
03. Io guardo spesso il cielo
04. Giorni
05. Se dormi
06. Ossicine
07. Angelo - gnomo
08. Parole porte, parole ali
09. Ni – roku
10. Preludio op. 28 n.2
11. Fas 3 bis
12. Phase difference
13. Se la parola amore
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Aidoru
- 13 Piccoli singoli radiofonici
(Snowdonia / Audioglobe, 2004)
E’
innegabile come nel titolo della nuova fatica discografica degli Aidoru
ci sia una bella dose di ironia, dal momento che tutto possono sembrare
i tredici episodi in scaletta tranne che classici singoli radiofonici.
Non lo sono per lunghezza – talvolta superiore ai cinque minuti,
talvolta inferiore al minuto –, non lo sono per forma ed ispirazione.
Provate a mettere sul lettore un brano come Fas 3 bis e ditemi
se vi sembra un motivetto da canticchiare mentre state cucinando. Sperimentate
l’ascolto di Ossicine ed innalzatelo ad hit
della prossima estate se ne avete il coraggio. Arduo, non trovate?
L’ultimo Aidoru si dimostra disco dalle mille sfaccettature, diviso
com’è tra accattivanti melodie ed esperienze rallentate,
stretti cunicoli strumentali ed ampie stanze senza finestre. Un animale
sonoro che difficilmente si fa catturare ad un primo ascolto e che pretende
invece un processo di avvicinamento lento e complesso.
Per meglio comprendere di cosa si tratta potremmo citare qualche nome
noto, sperando che il gioco delle somiglianze ci aiuti in qualche maniera.
Ecco allora salire alla ribalta quello dei Blonde Redhead
in Nothing Infinity Reality o Phase Difference, di
Robert Wyatt in Se La Parola Amore o Parole
Porte Parole Ali, dei nostrani Subsonica in Giorni.
Somiglianze che tuttavia, lasciano un po’ il tempo che trovano,
non identificando in maniera netta un suono in continua mutazione come
quello degli Aidoru.
La band organizza una riflessione totalizzante che prende in esame ritmiche
accelerate e lentezze inquietanti, vocalizzi approssimativi e potenzialità
comunicative del silenzio, soppesando sapientemente ogni intervento
strumentale ed ogni via di fuga verso l’improvvisazione. Il fine
ultimo è arrivare ad una resa sonora ed emotiva funzionale al
messaggio, in cui tutti gli elementi – persino un urlo femminile
sgraziato - trovino una collocazione precisa a livello espressivo.
Chitarre, percussioni, batteria, basso, tastiere, fisarmonica, campionamenti,
elettronica, tromba: questi gli ingredienti principali della formula
musicale degli Aidoru, una formula il cui fondamento risiede nella capacità
di partire da poche note per poi edificare sulle stesse strutture dallo
sviluppo vario ed inaspettato.
Spulciando tra i crediti del booklet troviamo alcuni contributi esterni
interessanti, come quello di Jon De Leo dei Quintorigo e dell’autrice
teatrale Mariangela Gualtieri. Mondi diversi che si intrecciano a quello
degli Aidoru sottolineandone l’apertura e la spinta creativa.
Zampighi
Fabrizio |