Tracklist

1.Little Gods
2.He's Telling Me All
3.Mavy Sad
4.Faded Bloom
5.A Motel Song
6.Great View
7.That's Peter Window
8.Pretty & Unsafe
9.F.R.I.E.N.D.S.
10.Umpteenth Blue

 

Marta Collica – Pretty And Unsafe
(Desvelos – Macaco / Audioglobe, 2007)

A leggere il profilo di Marta Collica pubblicato sulla relativa pagina di My Space ci si accorge di avere a che fare con un artista che è tutt'altro che un esordiente. Una musicista capace invece, in grado di prestare voce e strumenti a nomi altisonanti dell'indie autoctono e internazionale come John Parish (per le registrazioni di ONCE UPON A LITTLE TIME), Hugo Race (nelle diverse incarnazioni dei True Spirit e nei progetti collaterali Merola Matrix e Sepiatone) e Cesare Basile (ai tempi di GRAN CALAVERA ELETTRICA). Apporto fondamentale ma al tempo stesso defilato il suo, ombroso e carezzevole, dal corposo background tecnico – suona piano, rhodes, hammond, synth, chitarra – e sornione: un universo lieve che si arricchisce di tonalità con il trascorrere del tempo e l'accumularsi dell'esperienza.
Tutto il processo evolutivo dell'artista non poteva che sfociare in un progetto solista, PRETTY & UNSAFE appunto, opera in cui gli headliners diventano gregari – Basile alla batteria, Race alla chitarra, Parish al mixer – e i gregari passano al ruolo di protagonisti. Il risultato sono dieci tracce sfumate, in cui il pianoforte impartisce i tempi – lenti – alle armonie vocali e gli altri strumenti stanno lì sospesi, quasi a fare da contorno. Un approccio dai colori pastello unito a uno stile melodico “ step by step” che richiama Beth Gibbons, P.J.Harvey, l'ascetismo espressivo di Jane Birkin, i Velvet Underground meno perfidi (He's Telling Me All). L'incedere fluente dei brani appassiona, tra registrazioni casalinghe – Mavy Sad - e rapimenti onirici in piena regola – Pretty & Unsafe –, e consegna a chi ascolta un artista capace di trasformare il rumore di fondo della modernità in un dolce sussurro malinconico.

Fabrizio Zampighi