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Tracklist
01.
Distant Way
02. Ancus Martius
03. Extraordinaire
04. Ian Hungar
05. Desert Quiet
06. Namid Grey
07. Falbrav
08. Lautarj
09. Electrocutionist
10. Gentlewave
11. Rockmaster
12. Balabiot
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Fish
Of April – Violet Pharmacy (Seahorse / Goodfellas, 2007)
Cos'è
questa Berlino primi anni '80 che esce dalle casse?
Riducendo il tutto ai minimi termini e considerando le assonanze cromatiche,
verrebbe da chiamarla new wave, anche se la media dei suoni contenuti
nel disco e il sonno agitato che li attraversa suggerirebbe immagini
di tutt'altra specie. Nello specifico Ian Curtis imbottito
di oppiacei; Lou Reed stretto in qualche lucido abitino
in latex; i Pavement headliner a un funerale (Namid
Grey); Adrian Moffat intento a lucidare le scarpe
a punta del Nick Cave pre-Bad Seeds (Lautarj e
Rockmaster).
Musica torbida e scheletrica con cui non è facile scendere a
patti, un rock cupo e visionario ricco di entusiasmi al Valium, partorito
sotto la Cortina di Ferro (Distant Way), scosso da un battere
inespressivo, martoriato da un cantato senza grazia.
Sgrammaticato e lancinante come soltanto alcune opere prime sanno essere,
"VIOLET PHARMACY" descrive il mondo a tinte forti di Alessio
Pinto, “giornalista, scrittore accanito scommettitore,
trascorsi in galera e poco altro”. Un mondo in cui il cuore
diventa un percuotere lontano ma pressante di tamburi, l'anima una chitarra
affascinata da lato oscuro della forza, i nervi pulsioni indecifrabili
e filastrocche ipnotiche, il cervello un basso che gira in tondo. Il
tutto sparato lì, disadorno, essenziale, quasi introspettivo,
senza fondamenta certe né riparo sulla testa. Uno scenario urbano
squallido e puzzolente che all'inizio spaventa, ma che col trascorrere
dei minuti viene quasi da chiamare “casa”.
Fabrizio Zampighi
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