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Tracklist
01.Lo
stato delle cose
02. Freak or Frac
03. Le cose che non si dicono
04. La casa delle ombre
05. Le nuove primavere
06. Nel profondo
07. Terre libere
08. Autolesioni
09. Comuni immortali
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Toti
Poeta – Lo stato delle cose
(Malintenti / Jestrai, 2008)
“L'indipendente
ti vuole freak, la casa major ti vuole in frac e io non ho alcuna possibilità.”
Comincia
cosi Freak or Frac del siciliano Toti Poeta, con una frase
che è molto più di un semplice ritornello. Quasi un tentativo
di autobiografia in versi, che sintetizza in poche parole e nel modo
migliore la non facile condizione esistenziale di un autore difficilmente
classificabile: troppo intelligente per ottenere riscontri commerciali
su larga scala, poco cool per guadagnarsi i consensi di una certa parte
del popolo “alternativo”. Eppure c'è della sostanza
nelle nove tracce di questo secondo disco del musicista siciliano, la
stessa che si rintracciava qualche tempo fa in produzioni come "NON
BASTABO I FIORI" di Pinomarino. Un'educata tendenza
al dialogo introspettivo sospesa tra ironia e buone melodie, idee brillanti
e arrangiamenti ricercati, nell'ottica di un suono riconducibile alla
tradizione – autoriale ma anche folk – italiana.
Nello specifico, in Lo stato delle cose pare di ascoltare un
incrocio tra Niccolò Fabi e i Kings
Of Convenience, in Le cose che non si dicono ci si
inventa una Everybody's Talkin' suonata dai Beatles
più orchestrali, in Nel Profondo – critica spietata
contro il business della religione - si cita Vinicio Capossela,
il tutto a suon di ottoni morbidi e chitarre acustiche, atmosfere bandistiche
e spazzole. A cui si unisce una naturalezza nello scrivere testi formalmente
perfetti che a tratti stupisce davvero. Buono il giudizio finale, con
la convinzione di avere per le mani materiale di qualità ma soprattutto
musica capace di invecchiare più che dignitosamente.
Fabrizio Zampighi
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