Tracklist

CD1
01. Finestra sull'orizzonte
02. Il castello in mezzo al mare
03. La chiamata
04. I tre partenti
05. Le nostre strade
06. Le prigioni di Domon
07. Il mostro del mare
08. Se
09. La barca degli sconfitti
10. Il mondo reale
11. L'isola della guerra
12. Dicono di me
13. Arrivederci capitano
14. Il sogno nei giorni

CD2
01. L'isola del passato
02. L'isola dei fantasmi
03. Il regno del diavolo
04. Vieni con me
05. Cattivo
06. Nessun ripensamento
07. Lettere
08. Alla catena
09. Il senso della vita
10. Nella sua testa
11. Ci credevo
12. Un'altra dimensione
13. Vostro onore
14. Il guardiano
15. L'orizzonte


Marco Burgatto – Il castello in mezzo al mare
(Fridge / Goodfellas, 2008)

Non ci si crede quando sul retro-copertina de "IL CASTELLO IN MEZZO AL MARE" si leggono le parole “opera rock”. Roba da dinosauri, viene da pensare, roba da Who e Pink Floyd, da anni sessanta e settanta, roba che andava quando il progressive era religione di Stato e sembrava che noi italiani, in fatto di musica, avessimo davvero qualcosa da insegnare a inglesi e americani.
E' a quel periodo che si ispira questo disco, scritto, arrangiato e in parte suonato – gli altri sono amici e ospiti – da Marco Burgatto. Un autore polivalente, con un profilo in cui spiccano soprattutto lavori come compositore di colonne sonore per cortometraggi, opere cinematografiche indipendenti, jingle pubblicitari e eventi artistici. Il tesoro di esperienze deve essere servito al Nostro per mettere a punto le idee, sintetizzate, in questa sede, in una formula musicale che flirta col metal - pur relegandolo a cornice -, gioca con la melodia, ma soprattutto riprende in toto le complessità del prog nostrano associandolo a buone capacità interpretative. Col fine di veicolare una storia in bilico tra teatro e musica, di cui i brani rappresentano i capitoli e i dialoghi sparsi i ponti tra una scena e l'altra. Due ore circa la durata complessiva. Troppe, a nostro avviso, visto e considerato che se dal punto di vista musicale le cose girano a dovere, sulle scelte delle liriche, l'originalità del progetto e la generale tendenza all'utilizzo di arcaismi e toni aulici gratuiti, ci sarebbe molto da discutere.

Fabrizio Zampighi