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Tracklist
01.
Top Top
02. Panis Et Circenses
03. Ave Lùcifer
04. Mysterious White Roses
05. Trem Fantasma
06. Bat Macumba
07. Senhor F.
08. A Minha Menina
09. Arnaldo Said
10. Màgica
11. Dois Mil e Um
12. O Relògio
13. Adeus, Maria Pulò
14. Ave Gengis Khan
15. Tecnicolor
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Vari
– Jardim Elèctrico: A Tribute To Os Mutantes
(Madcap Collective- Sillyboy, 2007)
A qualcuno il nome
Os Mutantes potrebbe far pensare a qualche horror fantascientifico di
serie B, ad altri non suggerirà nulla, altri ancora lo considereranno
una ragione sociale piuttosto fuori moda per un gruppo rock. Resta il
fatto che verso la fine degli anni '60, in Brasile, il nome in questione
indicava una delle formazioni più creative che il variopinto
universo psichedelico planetario potesse generare: una band talmente
folle da voler conciliare i dettami del tropicalismo con le chitarre
acide, i ritmi sudamericani con il folk dilatato, la lingua portoghese
con il pop di scuola anglosassone, la feijoada con l'LSD.
Otto anni di attività, qualche buon disco, ma soprattutto un
culto sotterraneo radicato nelle parole di stima di artisti illuminati
– Kurt Cobain, David Byrne -, in riedizioni di materiale discografico
pensate per il mercato europeo – "TECNICOLOR", del 2000
– e nelle periodiche reunion, sull'onda di una passione che travalica
i confini geografici e non sembra conoscere crisi. Neppure in Italia,
almeno a giudicare da questo JARDIM ELETRICO: A TRIBUTE TO OS MUTANTES,
omaggio al lavoro di Arnaldo Baptista, Rita
Lee e Sèrgio Dias confezionato dal
Madcap Collective e da Sillyboy.
C'è da dire che le due etichette fanno le cose in grande questa
volta, riuscendo a coinvolgere nel progetto personalità di spicco
dell' indie italiano e internazionale e confezionando un disco che ha
tutto l'aspetto di un vero e proprio atto d'amore. Una rilettura del
catalogo dei Mutanti in cui si cimentano amici e membri della combriccola
Madcap, come Stop The Wheel (Top Top), Father
Murphy (Ave Lùcifer), Littlebrown
(Senhor F.), Oswald (Dois Mil e Um),
Gomma Workshop (O Relògio), Franklin
Delano (Adeus Maria Pulò), ma anche vecchie
conoscenze del collettivo ormai alla ribalta delle cronache come i Jennifer
Gentle (Panis et Circenses). Oltre naturalmente agli
ospiti illustri di cui si diceva, nello specifico Sean Lennon
e Yuka Honda alle prese con le atmosfere sognanti di
Trem Fantasma, Pat Smear e i suoi Tater
Totz prigionieri del ritmo invasato di Bat Macumba,
i White Flag di Mysterious White Roses, i
Residual Echoes di A Minha Menina, i Wondermints
di Arnaldo Said, i Pillars & Tongues
di Màgica, The Earlies di Ave Gengis
Khan, Fabio Recco e Bia Mendes di Tecnicolor.
Scendere nello specifico dei brani rilevando analogie e differenze con
gli originali ci parrebbe poco utile, se non deleterio. Non rinunciamo
tuttavia a sottolineare come il disco, distribuito esclusivamente sul
sito www.maledetto.it, valga tutti
e forse più dei dieci euro richiesti per accaparrarlselo.
Fabrizio
Zampighi |