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Tracklist
01.
Saudade
02. Song For Bilbao
03. Billie's Bounce
04. Samba di Orfeo
05. Amici
06. Mimosa
07. Starter
08. Road Song
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Ivan
Vicari Afro Jazz Trio – Colpo di coda
(Club Records, 2007)
Non è
l'Africa omaggiata da "WE INSIST! FREEDOM NOW SUITE" di Max
Roach quella che esce dai settanta minuti di questo "COLPO
DI CODA". Non lo è per le tematiche di fondo, là
ispirate da un forte sentimento politico oltre che estetico e qui caratterizzate
da una compenetrazione esclusivamente formale; non lo è per le
scelte strumentali, dal momento che a farla da padrone nelle otto tracce
dell'opera in questione è l'Hammond di Ivan Vicari
e non la voce melodiosa di Abbey Lincoln.
Poco male, dal momento che si tratta comunque di un bel sentire. Soprattutto
se chi ascolta è un estimatore della tradizionale versatilità
dell'organo “per eccellenza”, garantita in questa sede dagli
accenti funk e le parentesi blues, le sciccherie easy listening e le
coloriture etnico-jazz con cui di volta in volta Vicari veste il suo
strumento. Movimenti dal mood differente ma ugualmente fascinosi,
che non dimenticano di concedere ampi spazi all'inventiva delle altri
parti in causa. Nello specifico, il sax elegante di Genzo Okabe,
diviso tra amori giovanili hard-bop e progressioni impostate, ma soprattutto
le percussioni di Karl Potter, uno che l'Olatunji
responsabile dell'impianto ritmico del disco di cui si diceva
in apertura, doveva averlo bene in mente quando ha inciso le otto tracce
di "COLPO DI CODA".
Tra venti latini e bossa nova, suoni ipnotici e tappeti di congas, ci
si imbatte in riletture di Charlie Parker – Billie's Bounce
-, omaggi a Pat Metheny – Song For Bilbao -, strumentali
di George Benson e Wes Montgomery – Mimosa e Road
Song – oltre che in brani autografi. Arrivando a fine programma
con un solo pensiero nella testa: schiacciare play e ricominciare tutto
da capo.
Fabrizio
Zampighi |