Tracklist

01. Ricordi
02. Galateo Per Stupidi
03. Anice
04. Fragili
05. 6.4A
06. Buffet
07. Mentalmente
08. Obiettivo

Società del Caveau - Anice

Per quale motivo una giovane band dovrebbe fare di tutto per rientrare all’interno di quegli steccati spesso evanescenti ed illusori cui diamo il nome di generi musicali? Cosa spinge un gruppo emergente a scimmiottare i fratelli maggiori americani o inglesi sottraendo alla propria voglia di esprimersi naturalezza ed originalità?
Desiderio di identificarsi con una tradizione a cui noi italiani sentiamo di dovere una condizione di servilismo ad oltranza? Semplice voglia di affrancarsi dai modelli musicali più prossimi? Necessità di vendere dischi?
Difficile esprimere giudizi certi.
Qualunque sia il problema però, siamo certi di non sbagliare quando affermiamo che non riguarda la Società del Caveau.
La giovane band ravennate porta a compimento con questo “ANICE” un percorso formativo che dura ormai da qualche tempo e che immancabilmente si esplicita ora nella prima prova discografica sulla lunga distanza. Un percorso fatto di sperimentazione a passi piccoli ma risoluti, scevra da elitarismi di alcun tipo ed animata da un’ amore incondizionato per espressioni musicali “a briglia sciolta”.
Impossibile classificare il sound del gruppo secondo parametri limitanti ed esemplificatòri che ne definiscano il contenuto senza sminuire l’entità del progetto. Che lo si chiami post-rock esistenziale o semplicemente rock, jazz o musica d’autore, progressive o divagazione onirica poco importa: affidarsi ad uno soltanto di questi termini vorrebbe dire non comprendere appieno l'identità stessa di tale sound. Società del Caveau è fluire umorale e variabile di pensieri, stream of consciousness di suoni mutevole come le stagioni, koinè coraggiosa di melodia e riflessioni dispari.
Cambi di ritmo strutturali si susseguono veloci, chitarre e tastiere giocano a perfezionare il carattere della musica senza “affogarla”, basso e voce ne fortificano le fondamenta. Il tutto all’interno di brani dall’appeal da non sottovalutare, considerato il non facile articolarsi dei suoni.
Certo il “tiro” dei cinque giovani musicisti potrebbe essere ulteriormente aggiustato, in alcuni frangenti, magari lavorando per ottenere una maggiore organicità nella struttura dei brani o rendendo il suono più vario e i fraseggi più complessi. Ma sarebbe pretendere troppo dal momento che siamo di fronte soltanto alla prima testimonianza visibile di una realtà emergente dalle buone potenzialità.
Per ora gustiamoci questo “ANICE” senza dannarci l’anima e porgiamo un ringraziamento sentito a gruppi come la Società del Caveau, in grado di scegliere autonomamente la strada da percorrere e con la voglia di intraprendere un viaggio dalla destinazione sconosciuta.

Zampighi Fabrizio