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Tracklist
01. Further on up the
road
02. Tore down house
03. Homework
04. Chevrolet
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The
Mud Blues Band - Mud Blues Band
Il demo
protagonista di questo spazio ci fa tornare con la mente ad un’esibizione
di Tolo Marton a cui assistemmo qualche anno fa.
Chitarrista nostrano di chiara ispirazione hendrixiana, il Marton deliziò
i pochi fortunati presenti con un paio d’ore di blues ribollente
di note e colori, capace di rinverdire i fasti del mitico musicista
di Seattle ma al tempo stesso debitore nei confronti di certe sonorità
di stampo sudista. Una proposta vibrante e viscerale la sua, sostenuta
da una tecnica ineccepibile.
Come Marton anche la Mud Blues Band sceglie di adottare il genere musicale
americano per antonomasia come canale espressivo preferenziale, come
lui è in possesso di un background tecnico di tutto rispetto.
Al contrario del musicista trevigiano però, il quartetto nato
l’anno scorso tra Ravenna e Rovigo preferisce cimentarsi in un
rilettura della materia a trecentosessanta gradi grazie ad un approccio
che pur memore della lezione dei maestri, contamina il proprio corredo
genetico con riferimenti al funk, al soul e al jazz.
Nell’ottica del disco due sono gli elementi che identificano lo
stile del gruppo: da una parte una chitarra elettrica in cui convivono
Steve Ray Vaughan, Scott Henderson,
B.B. King, dall’altra una voce femminile che
a tratti richiama lo stile di artiste come la giovanissima Josstone.
Una combinazione che nelle quattro cover in scaletta definisce un suono
energico e rotondo di chiara natura derivativa – di blues solido
e canonico comunque si tratta -, capace di conquistare sin dal primo
ascolto.
Tra i solchi del disco trovano spazio le dilatazioni hendersoniane di
Tore down house e il blues bianco di Further on up the
road, le accelerazioni di Homework e il funk
classico di Chevrolet, episodi che risaltano grazie alla notevole
pulizia formale ed alle non trascurabili doti interpretative del quartetto.
Musicisti quelli della Mud Blues Band che al di là delle caratteristiche
tecniche specifiche in loro possesso, dimostrano soprattutto un amore
sconsiderato per un genere musicale che pare, nonostante il trascorrere
degli anni, non conoscere crisi.
Zampighi Fabrizio
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