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Tracklist 01.
Rocket
Ufo
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False Friends – Rock ‘N’ Roll Saviour Se Robyn Hitchcock avesse la possibilità di ascoltare i False Friends proverebbe probabilmente un moto d’orgoglio per aver dato vita alla fine degli anni ’70 a quella creatura un po’ stramba e allampanata di nome Soft Boys. In particolare gioirebbe nell’apprendere che una piccola band italiana come quella in oggetto si diverte ancora nell’A. D. 2006 giochicchiando con quello che ai tempi dell’esordio del gruppo di Cambridge - A CAN OF BEES- era il pane quotidiano di Hitch e colleghi, ovvero psichedelia alla Barrett, toni strascicati, orgoglio e necessità lo-fi. Del resto anche Tom Verlaine dei Television, siamo sicuri, apprezzerebbe il dispiegarsi di brani come Peach e Small, riconoscendo tra gli attacchi e i riff che li contraddistinguono la lezione impartita ai tempi di MARQUEE MOON quando New York era tutta ritmo incalzante e scambi di chitarra ariosi. Riflessioni e analogie che, come è noto, si citano per stabilire confini e competenze, e spesso chiamano in causa, nella stessa sede, parabole artistiche tra le più disparate. Come quella dei Creation ad esempio, qui citati entro i limiti della pubblica decenza ed evitando pacchianerie di sorta in Pop Torture. Un plauso a questi False Friends, davvero bravi a crearsi un universo tutto loro pieno di vecchie glorie e nuovi entusiasmi, perennemente in bilico tra il notevole e il piuttosto riuscito. Fabrizio Zampighi |
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