|
Tracklist
01. Ready to fly
02. Tired businessman
03. Take me away
04. Hotel
05. Summer is here
06. Changes
07. Split up
08. Every Day
|
Bios
- Looking Up To The Sky
“LOOKING
UP TO THE SKY” dei lombardi Bios è un disco atipico per
i tempi, una raccolta di suoni da ascoltare preferibilmente con un paio
di scarpe da ginnastica alte ai piedi – bianche e dalle linguette
enormi come quelle che andavano quando Clinton era presidente –
e magari una bandana stretta tra i capelli. Anni novanta insomma, quelli
di Beverly Hills 90210, dei Guns & Roses, dei mondiali di calcio
in madrepatria.
A dire il vero le otto tracce del disco non rivelano apertamente il
legame di parentela che si contesta loro o almeno non a prima vista.
È più un aroma diffuso che permea tutto il lavoro quello
di cui si parla, sostenuto magari da alcuni dettagli particolarmente
eloquenti: il basso alla U2 di Hotel, le chitarre
sospese tra tremolo e flanger di Tired Businessman
– quasi una Fade To Black senza metal –, i richiami
ad archeologie musicali lontane di Take Me Away – chi
si ricorda la Spaceman delle meteore Babylon Zoo?
–, i fraseggi funkeggianti di scuola Red Hot Chili Peppers
di Ready To Fly.
I Bios propongono un rock radiofonico di buona fattura sostenuto da
crescendo piuttosto orecchiabili e distorsioni educate, mid-tempo attenti
alle melodie e abbondanti tastiere, una musica che tuttavia, pur regalando
momenti piacevoli, lascia un po’ interdetti per una sostanziale
mancanza di mordente.
Se da un lato infatti emergono le capacità tecniche dei musicisti
– come del resto la pulizia formale del suono, assai curata –
dall’altro l’esperienza di ascolto rischia talvolta di diventare
troppo ripetitiva, persa com’è tra accumuli di input strumentali
e soluzioni musicali contorte, tentativi di rendere i brani appetibili
e idee non troppo lucide.
Un piccolo difetto di fabbricazione quello del quartetto, che ci auguriamo
possa mostrare, nel tempo, una precisa data di scadenza.
Zampighi Fabrizio
|