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Tracklist
01.
Open 24 Hours
02. Mushrooms
03. Greetings (From A Place With No Name)
04. Little Room
05. The Lost Wallet
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Annie
Hall – Good Old Days
Se l'asse
Padova -Treviso sembra sempre più una succursale della swinging
London del “14 Hour Technicolour Dream” - a riprova il testamento
lisergico di artisti come Jennifer Gentle, Father Murphy, Beatrice Antolini
e via dicendo -, Brescia e dintorni pare invece la capitale del pop
più intimo e raffinato, perennemente sospeso tra atmosfere eteree
alla Labrador -l'etichetta - e scrittura tipicamente anglosassone. Ce
ne eravamo accorti qualche tempo fa dando spazio ai Le Man Avec
Les Lunettes; ne abbiamo un' ulteriore riprova ora con gli
Annie Hall.
Rispetto ai citati conterranei, la band di GOOD OLD DAYS spinge di più
sul pedale degli arrangiamenti, cercando di diversificare le strutture
ritmiche, aggiungendo dettagli strumentali di personalità, in
poche parole spostando l'ago della bilancia dalla leggerezza più
colorata e avvolgente ad una concezione di pop strutturata ma non noiosa,
complessa ma non aulica. Atmosfere di impianto prevalentemente acustico
partoriscono insapettate svisate elettriche – Little Room
-, si fanno coinvolgere in trascinanti e irresistibili danze in puro
stile Brit - Greetings (From A Place With No Name) - , aggiornano
la Penny Lane dei Beatles – Mushrooms
-, si addormentano in progressioni care ai Kings Of Convenience
(Open 24 Hours).
Quello che resta alla fine dei giochi è un giudizio più
che positivo sul disco e una spasmodica attesa per gli sviluppi futuri
della band.
Fabrizio
Zampighi
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