Tracklist

01. Deliranti analisi di costruzioni moderne
02. Dislocarsi è meglio
03. Low song
04. C6
05. Le vergogne che ora non hai più
06. Because
07. Vibrazioni sui denti
08. Follia unica via
09. Sui binari
10. Questo è quanto

 

Violle - Deliranti analisi di costruzioni moderne

Non esistono molti dubbi in merito al genere musicale che frequentano i salentini Violle. Una volta schiacciato play ci si trova davanti ad un rock-noise di vecchia scuola, massiccio e fisico quanto basta ma caratterizzato anche da una forte componente melodica. Veicolato da uno dei migliori package da cd “emergente” che mi sia mai capitato tra le mani, “DELIRANTI ANALISI DI COSTRUZIONI MODERNE” rappresenta la terza testimonianza sonora del gruppo e segue a ruota l’omonimo demo del 1998 e il mini cd “LE MIE VERTIGINI” del 2000.
L’approccio dei musicisti alla materia rispecchia in maniera abbastanza fedele quelli che sono gli stilemi espressivi del linguaggio di appartenenza e, nella fattispecie, chitarre massicce tese a creare strutture distorte in forma di riff, batteria anfetaminica e sincopata che agisce da propulsore per il ritmo, basso che satura e narcotizza il suono. Come se non bastasse i quattro aggiungono alla ricetta un pizzico di campionamenti ed una buona dose di effettistica, ottenendo in tal modo, una formula musicale piuttosto corposa. Lo scambio tra gli strumenti è puntuale e preciso, l’ascolto è piacevole già ad un primo impatto e pur non dimostrando peculiarità degne di nota, il disco è capace di coinvolgere in modo naturale.
Se una critica può essere mossa al gruppo la si deve far partire inevitabilmente dai testi.
Talvolta quelli dei Violle appaiono come un insieme di idee confuse che sconfinano in soluzioni liriche piuttosto obsolete. Pur mostrando una certa propensione ad integrarsi felicemente con le geometrie delle musiche, gli stessi evidenziamo comunque una mancanza di personalità, tanto da meritarsi, in alcuni casi, l’antipatico appellativo di “luoghi comuni”. Ben altro effetto avrebbero avuto gli stop and go monolitici, le trame “allentate”, gli accenti vagamente acidi dei brani se a sostenerli ci fosse stato anche un cantato più originale e ricercato.
Niente è perduto, comunque.
Il consiglio è di lavorare assiduamente cercando di far quadrare musica e testi. Siamo convinti che una band promettente come i Violle saprà superare brillantemente tali, - inevitabili - incertezze giovanili.

Zampighi Fabrizio