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Tracklist
01. Blister
In The Sun
02. Kiss Off
03. Please Do Not Go
04. Add It Up
05. Confessions
06. Prove My Love
07. Promise
08. To The Kill
09. Gone Daddy Gone
10. Good Feeling
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Violent
Femmes - Violent Femmes
(Slash, 1983)
Gordon
Gano, Brian Ritchie e Victor De Lorenzo formano i Violent Femmes a Milwaukee,
all’inizio degli anni Ottanta, in un momento in cui, in ambito
underground – e non solo - domina certa new wave
di stampo “gotico-depresso”. È il periodo dei Cure
di “PORNOGRAPHY”, del post-Joy Division, in cui l’elettronica
comincia ad assumere un ruolo rilevante e a fare capolino nei brani
di numerosi artisti. Tuttavia Gano e compagni, che evidentemente non
hanno dimestichezza con le ultime tendenze o che semplicemente non aspirano
a rientrarvi, decidono di andare esattamente nella direzione opposta
e così, con l’ausilio di una chitarra acustica, un basso
da mariachi ed una batteria “improvvisata” cominciano
a mettere ordine tra le idee ed a comporre musica originale.
Nel 1983, dopo qualche anno di rodaggio, la band arriva al tanto sospirato
esordio discografico.
L’impressione che si ricava avvicinando per la prima volta questo
“VIOLENT FEMMES”, è quella di avere tra le mani un
disco che raccoglie le bizzarrie strumentali di un gruppo di buskers.
Le soluzioni compositive che lo caratterizzano sembrano infatti, difettare,
a prima vista, di qualsiasi cura negli arrangiamenti e i suoni ruvidi
e sgrammaticati che escono dai microfoni e dalle casse armoniche depongono
inizialmente a favore di questa tesi.
Ad un ascolto più attento ci si accorge però che le cose
stanno decisamente in maniera diversa.
L’approccio alla materia è innegabilmente di stampo lo-fi,
ma quella che emerge e’ un essenzialità fortemente voluta
dai tre, un essenzialità che è parte integrante del suono
proposto e, nella sua peculiarità, l’unico linguaggio possibile
da adottare.
Le melodie accattivanti che traccia dopo traccia si succedono, fioriscono
attorno al basso adrenalinico di Brian Ritchie – spesso, non a
caso, in primo piano - e pescano a piene mani dalla tradizione musicale
americana, dal rock and roll delle origini – Buddy
Holly, Little Richard su tutti - da un certo
garage, dal jazz e persino dal reggae. Gli spunti
iniziali vengono poi rielaborati e filtrati attraverso schemi del tutto
personali e grazie ad una notevole spinta verso la sperimentazione.
Talvolta pare di ascoltare dei Ramones acustici –
se non altro per alcune ritmiche rubate al primo punk americano
-, talvolta vengono in mente i Velvet Undergound più
“rumoristi” svestiti di feedback e chitarre elettriche.
In tutti i casi nessuno dei continui rimandi stilistici prevale sugli
altri. Quello che emerge è un suono unitario, irriverente ed
energico, un patchwork musicale a cui anche la voce scomposta
e abrasiva di Gordon Gano si adatta in maniera esemplare.
È davvero arduo trovare, tra i brani di “VIOLENT FEMMES”
cadute di stile o punti deboli. I tre musicisti dimostrano di trovarsi
a proprio agio nel maneggiare con maturità da veterani, –
la media del gruppo è di soli ventiquattro anni - stimoli e percorsi
musicali diversissimi tra loro, stimoli e percorsi che li portano a
generare un’opera assolutamente fuori dal tempo, divenuta, per
molti, un punto di riferimento irrinunciabile.
Zampighi
Fabrizio |