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Tracklist
01.
The Introduction
02. Song Of The United Front
03 .El Quinto Regimiento / Los Cuatro Generales / Viva La Quince Brigada
04 .The Ending To The First Side
05 .Song For Chè
06 .War Orphans
07 .The Interlude (Drinking Music)
08 .Circus '68 '69
09 .We Shall Overcome
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Charlie
Haden – Liberation Music Orchestra
(Impulse!, 1969)
Un
altro disco figlio del Sessantotto. Un altro urlo di rivolta in musica
contro ogni egemonia politica e culturale.
La scusa questa volta è la Spagna di Franco, il momento la guerra
civile del 1936, quando da una parte della barricata si schierano l'esercito
fascista del Comandante, le truppe di Mussolini e i soldati di Hitler
e dall'altra i ribelli spagnoli uniti a militari stranieri giunti volontariamente
al fronte. I primi vogliono instaurare una violenta dittatura militare,
i secondi combattono nella speranza di difendere il governo repubblicano
regolarmente eletto. Uno scontro che darà gli esiti che tutti
conosciamo, ma che nell'immaginario di Charlie Haden – e non solo
nel suo – rimarrà una pagina della storia tragica e gloriosa.
Un esempio di come l'appartenenza, il pacifismo, la passione politica,
la giustizia sociale, la solidarietà possano opporsi alla violenza
e debbano essere ricercati con ogni mezzo e in ogni epoca. Ancor più
negli anni sessanta della controcultura in cui opera il contrabbassista,
momento storico che diventa il principale riferimento per brani contenuti
in "LIBERATION MUSIC ORCHESTRA.
Il fulcro dell'opera sono i venti minuti che legano i tre episodi ripresi
dalla tradizione musicale spagnola, El Quinto Regimiento,
Los Cuatro Generales e Viva La Quince Brigada, una suite
che raccoglie corsivi free jazz ma ha in testa anche le malinconie tipiche
del folk andaluso. Tra chitarre che mimano accenti di flamenco e ottoni
dispersi su strade bollenti e polverose, ci si ritrova a fare i conti
con sovrastrutture di piano, contrabbasso, percussioni, lasciate libere
di allungare il tema, plasmarlo in lentezze marziali, liberarlo dalle
regole armoniche tradizionali. Fino a una conclusione che riprende un
po' le note poste in apertura.
Curioso il proseguimento di programma, quasi un collage che poco ha
a che vedere con i brani di cui si diceva – profondamente legati
al periodo storico di riferimento -, se non per alcune tematiche. Song
Of The United Front è una workers' song di Hans Eisler che
nel disco perde il testo originale di Bertold Brecht in favore di un
arrangiamento al pianoforte pieno della forza e dell'orgoglio tipici
del movimento operaio; Song For Chè è una digressione
di nove minuti al contrabbasso che Haden inventa con in testa la famosissima
Hasta Siempre di Carlos Puebla (presente, tra l'altro, in un
piccolo estratto sovrainciso); War Orphans è un pezzo
scritto da Ornette Coleman per piano, contrabbasso, batteria, ottoni,
che si fa amare nelle prime battute e diventa un alterco strumentale
furioso verso la conclusione; Circus '68 '69 è un altra
improvvisazione di Haden, che nelle intenzioni dell'autore avrebbe dovuto
rendere in musica la situazione paradossale venutasi a creare ad una
convention democratica in seguito ad alcune proteste contro la guerra
in Vietnam.
A cesellare la miriade di spigoli di "LIBERATION MUSIC ORCHESTRA",
a uniformarne i contenuti, a rendere omogeneo il fluire della musica,
pensano alcune mini-composizioni di Carla Bley –
The Introduction, The Ending To The First Side, The Interlude (Drinking
Music) –, che poste strategicamente nei punti di minor tensione,
riprendono lo stile generale del disco. Con una We Shall Overcome
che sancisce definitivamente la fine delle ostilità.
Fabrizio
Zampighi |