|
marco
parente, fonte www.marcoparente.cjb.net
 |
RECENSIONE
"L'ATTUALE GIUNGLA" |
 |
RECENSIONE
"NEVE RIDENS (1)" |
 |
RECENSIONE
"NEVE RIDENS (2)" |
|
Marco
Parente, 29-11-2003, Lambretta, Cesenatico
Assistere
ad un’esibizione di Marco Parente è una sorta di privilegio,
non soltanto per il livello qualitativo intrinseco della proposta musicale,
ma anche perché si ha la costante e gradevole sensazione di stare
ad ascoltare qualcuno che con la musica mantiene ben più di un
semplice rapporto professionale. È un rapporto che prescinde
dal numero di dischi venduti o dalla necessità di raccogliere
consensi ad ogni costo e che invece coinvolge aspetti meno effimeri
e più spirituali: la sensibilità, la passione, la necessità
di esprimersi al di là delle frasi fatte e degli stereotipi.
La proposta del musicista napoletano, prima che verso il pubblico, è
onesta verso se stessa, e questo potrebbe già essere sufficiente
per considerarla degna di stima. Se aggiungiamo il fatto che risulta
davvero attraente nella sua atipicità, è evidente come
non ci si possa esimere dal tesserne le lodi.
Forte di quel piccolo capolavoro che è “TRASPARENTE”
– ultima fatica discografica dell’artista - Marco Parente
sale sul palco verso le undici accompagnato da batteria, chitarra elettrica,
tastiere, basso e sezione fiati. Solo poche note per capire che sarà
proprio il pezzo che dà – in parte - il titolo all’album
ad introdurci all’universo sghembo ma affascinante del musicista,
un universo fatto di atmosfere rarefatte, narrazioni dal taglio squisitamente
personale, urgenza espressiva incondizionata. Il songwriting,
perennemente in bilico tra reminiscenze Pop – i Radiohead di “OK
COMPUTER” - e variazioni Jazz, esalta da un lato la voce vibrante
e introspettiva dell’artista, dall’altro la versatilità
dei musicisti che lo accompagnano, dimostrandosi particolarmente in
sintonia con la forte personalità degli arrangiamenti. Brani
come Lamiarivoluzione, Scolpisciguerra, Adam ha salvato molly, Farfalla
pensante si alternano ad episodi tratti dai primi dischi ed offrono
il fianco ad aperture strumentali inaspettate, divagazioni free
scomposte, improvvisazioni che sfociano – sempre con gusto - nel
“rumorismo”. Che ci crediate o no, oltre ad essere un raffinato
compositore, Marco Parente è anche avanguardia, con i suoi vicoli
tortuosi e le sue sperimentazioni, i conflitti interiori e le improvvise
schiarite.
Non resta che lasciarsi cullare dall’onda delle emozioni di un
artista, capace di mostrarsi, anche su un palco, “davvero trasparente”.
Zampighi
Fabrizio |