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moltheni,
Cavriago (Re)
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RECENSIONE
"FIDUCIA NEL NULLA MIGLIORE" |
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INTERVISTA,
2004 |
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RECENSIONE
"SPLENDORE TERRORE" |
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RECENSIONE
"TOILETTE MEMORIA" |
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RECENSIONE
"IO NON SONO COME TE" |
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Moltheni,
04-12-2004, Calamita, Cavriago (Re)
Si presenta
così, Moltheni, alla serata d’apertura del tour promozionale
di “SPLENDORE TERRORE”, imbracciando una chitarra acustica
e con l’accompagnamento caldo e rassicurante del Wurlitzer. Una
veste insolita per l’artista marchigiano, che avevamo lasciato
tre anni fa alle prese con gli spigoli di un album come “FIDUCIA
NEL NULLA MIGLIORE”. Una veste, tuttavia, totalmente in linea
con le vibrazioni minimali protagoniste dell’ultimo episodio discografico
edito a suo nome.
Moltheni sale sul palco verso mezzanotte, attorniato dalla ridotta strumentazione
ed illuminato da qualche abatjour. E’ chiara fin da subito
l’intenzione da parte dell’artista di concentrare il set
quasi esclusivamente sul nuovo disco e lo stesso si premura di comunicarlo
ai presenti prima di iniziare a suonare. Il tempo di scaldare la voce
su qualche episodio del recente passato ed il concerto entra nel vivo,
con il musicista che presenta uno dopo l’altro i brani di “SPLENDORE
TERRORE”. L’esecuzione è pulita, particolarmente
attenta alla resa del suono e fa una certa impressione il ricordo che
riaffiora sul momento di un Moltheni capace di raschiare l’ugola
fino allo sfinimento durante il tour elettrico del 2001. Atmosfere intime
e minimali ma al tempo stesso non dimesse danzano tra il fumo delle
sigarette e gli occhi attenti del pubblico, alternando immensi sospiri
a sonorità desertiche, leggerezze acustiche non prive d’energia
a brani del tutto strumentali. L’impressione, ascoltando il materiale
inedito, è quella di avere a che fare con una proposta dalle
buone potenzialità ed una musica baciata da una notevole ispirazione.
Se la data del Calamita doveva servire all’artista per sondare
la resa on stage del nuovo disco possiamo affermare con una
certa sicurezza come l’esperimento abbia dato esito positivo,
almeno a giudicare dalla palpabile emozione che si respirava all’interno
del locale durante il set. Merito delle melodie ma anche di una voce
mai così fascinosa ed avvolgente come in questa occasione.
Nelle circa due ore di esibizione sono finiti in scaletta anche episodi
tratti dai due dischi già editi, come Natura In Replay, In
Me, Il Circuito Affascinante, Qualsiasi Aprile nonché qualche
cover – su tutte una Simbiosi degli Afterhours quasi
meglio dell’originale –, per un concerto che, chi era presente,
difficilmente riuscirà a dimenticare.
Fabrizio
Zampighi |