afterhours, fonte www.afterhours.it

 

RECENSIONE "BALLATE PER PICCOLE IENE"

Afterhours, 26-04-2003, Velvet, Rimini

Non è stata una data da tutto esaurito quella di ieri sera al Velvet di Rimini per gli Afterhours, complice forse il fatto che gli stessi si erano esibiti nel locale - sempre con il tour di “QUELLO CHE NON C’E’” - nel “vicino” dicembre 2002. Discreta, comunque, la cornice di pubblico che come di consueto ha garantito agli artisti che si sono succeduti un caloroso sostegno.
Il compito di scaldare gli animi è stato affidato a due realtà ormai conosciute della scena indipendente autoctona, ovvero i Mice Vice e i Perturbazione, che saliti sul palco in quest’ordine, hanno offerto interessanti spunti di riflessione anche a chi non avesse mai avuto la possibilità di ascoltarli prima. Entrambi i gruppi ci sono parsi capaci e all’altezza della situazione ma una nota particolare la vogliamo dedicare ai primi, titolari di un suono assai intrigante - anche se a tratti ostico - in bilico tra citazioni lou reediane e sfumature rumoriste. Meno efficaci, invece, i secondi, che pur esibendo un set assai energico e coinvolgente, ci sono sembrati in parte avulsi dal “tono” generale della serata, in virtù della particolare proposta musicale.
Giusto il tempo di mettere un po’ d’ordine tra le idee e verso le undici entrano in scena i protagonisti della serata, che regaleranno, ai numerosi sostenitori accorsi, oltre due ore di spettacolo.
Chi si aspettava, però, un’esibizione impeccabile da parte dei musicisti è, presumibilmente, rimasto deluso: i cinque sono sembrati
stanchi e assai scarichi, soprattutto nelle fasi centrali del concerto, probabilmente anche a causa del gran caldo presente all’interno del locale e dei numerosi problemi tecnici che hanno flagellato buona parte del set. L’impressione è stata quella di assistere all’esibizione di una band fiaccata o più semplicemente in “giornata no”, che, pur concedendosi generosamente al proprio pubblico - come è sua abitudine - non è riuscita ad offrire una prestazione convincente superiore alla semplice sufficienza.
Detto questo, è in ugual misura importante evidenziare come non siano mancati, nelle due ore di concerto, alcuni momenti memorabili – una spanna sopra a tutti l’esplosione sonica generata da pezzi come Germi o La verità che ricordavo - uniti a sprazzi di intensità emotiva notevole – la cover di Mio fratello è figlio unico o il reading di Ritorno a casa, per citarne un paio - che hanno contribuito ad innalzare il tono generale dell’esibizione.
Il gruppo ha presentato un set impostato soprattutto su brani dell’ultimo disco e debitore, in misura minore, nei confronti di “GERMI”, “HAI PAURA DEL BUIO?” e “NON E’ PER SEMPRE”. E proprio ad una traccia di “HAI PAURA DEL BUIO” -Voglio una pelle splendida - è toccato il compito di chiudere le danze all’una passata.

Zampighi Fabrizio