A tre anni di distanza dall’ultimo “FIDUCIA NEL NULLA MIGLIORE” ed a cinque dall’esordio discografico “NATURA IN REPLAY”, Moltheni torna a far parlare di sé con un nuovo lavoro, caratterizzato questa volta, da un approccio minimale e da arrangiamenti fondamentalmente acustici. Lo abbiamo incontrato al Calamita di Cavriago, dopo il concerto di apertura del tour promozionale del disco. Quello che segue è il resoconto di una piacevole chiacchierata con una persona disponibile al confronto ed un artista innamorato della musica.

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RECENSIONE "FIDUCIA NEL NULLA MIGLIORE"
CONCERTO CALAMITA, 2004
RECENSIONE "SPLENDORE TERRORE"
RECENSIONE "TOILETTE MEMORIA"
RECENSIONE "IO NON SONO COME TE"

INTERVISTA A MOLTHENI, 4-12-2004, CALAMITA, CAVRIAGO (Re)

Il nuovo disco si intitola “SPLENDORE TERRORE.” Sul tuo sito viene definito come un incontro tra Vincent Gallo e i Black Heart Procession, passando per i Tindersticks. L’uscita si dice prevista per Gennaio 2005. Confermi?

Per ora abbiamo in mano soltanto il promo che distribuiamo in maniera gratuita ai concerti e di cui, onestamente, ogni volta terminiamo le copie in brevissimo tempo. L’uscita ufficiale del nuovo disco è prevista comunque per Gennaio.

Sul palco abbiamo assistito ad un’esibizione prettamente acustica - chitarra e Wurlitzer - basata su suoni scarni ed essenziali. Ritroveremo gli stessi suoni anche su disco?

Su disco i suoni sono forse ancora più scarni. Dal vivo, pur essendo minimali dal punto di vista della strumentazione in alcune occasioni e per vari motivi si arricchiscono di nuove sfumature. Il disco è in generale ancora più asciutto ad eccezione di alcuni brani dove compaiono batteria e basso, strumenti di cui in questo tour raramente disponiamo.

Assistendo al tuo concerto mi è sembrato di cogliere, nei nuovi brani, un’attenzione particolare per la voce rispetto a quello che succedeva ai tempi di “FIDUCIA NEL NULLA MIGLIORE”. Ora mi pare più presente e di spessore..

E’ così infatti, ed è un fatto legato al tipo di disco che abbiamo realizzato. Probabilmente per una certa tipologia di suono occorreva un approccio di questo genere e così ci siamo concentrati solo ed esclusivamente sulla qualità, sulle atmosfere che a priori sapevamo di dover creare. Il disco è stato concepito con un suono minimale, chitarra, voce e soprattutto Wurlitzer, strumento che possiamo definire come il vero protagonista del nuovo lavoro.

Un album piuttosto melodico come “NATURA IN REPLAY”, uno dai suoni più ruvidi e grezzi come “FIDUCIA NEL NULLA MIGLIORE” ed uno dalle atmosfere raccolte come questo “SPLENDORE TERRORE”. A quale dei tre ti senti più vicino come attitudine?

A dir la verità mi riconosco e non mi riconosco in tutti ed in nessuno. Tutti e tre sono figli miei e quindi è inevitabile che sia così. Se dovessi scegliere ti direi probabilmente “SPLENDORE TERRORE”, forse solo perché è l’ultimo che ho realizzato. Chiaramente il primo album è quello a cui mi sento più lontano, rappresentando per me una sorta di giovinezza artistica felicemente perduta. Uso questi termini per il semplice motivo che quando si arriva ad un momento di maturità quale credo questo sia per me, inevitabilmente non ci si riconosce più del tutto nelle cose fatte all’inizio.

A tal proposito volevo chiederti questo. In una tua intervista al Mucchio Selvaggio ai tempi di “FIDUCIA NEL NULLA MIGLIORE” dichiarasti che non ti riconoscevi pienamente nel tuo primo disco e che dal vivo ne avresti ripreso al massimo un paio di brani. Da quanto mi hai detto or ora immagino che sia ancora cosi..

E’ decisamente così. Ho sempre detestato cavalcare il passato. Voglio concentrarmi soprattutto sulle cose nuove, che effettivamente sento molto vicine. I brani dei primi due dischi non sono altro che la cornice che completa il quadro.

Dalla Cyclope Records, che ha chiuso i battenti, sei passato a La Tempesta Records dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Come sei entrato in contatto con la nuova etichetta?

Premetto che il rapporto con La Tempesta si limita alla pubblicazione di questo disco. Sono entrato in contatto con il bassista dei tre Allegri Ragazzi Morti al concerto dei Tortoise a Ferrara. Con lui ho parlato ed ho pianificato il disco, che ho scritto in breve tempo e registrato. Una cosa fatta tra amici insomma, niente di più e niente di meno.

Come vedi l’attuale scena indie italiana? Rispetto a sei, sette anni fa quando alla ribalta c’erano gruppi - solo per citarne alcuni - come Afterhours, Bluvertigo o Marlene Kuntz ? A tuo parere c’e’ stata un’evoluzione o è stato fatto qualche passo indietro?

È effettivamente un momento di crisi. Ora come ora non mi pare che ci siano novità eclatanti in ambito indie. Probabilmente la crisi è ambivalente, sia in termini di risorse economiche ed organizzative che dal punto di vista creativo.

Non trovi che ci siano forse troppi gruppi che non dimostrano una vera e propria originalità a livello musicale? Girando per concerti di artisti emergenti diversi ho molte volte l’impressione di avere davanti sempre la stessa band..

Sono d’accordissimo con te. C’e però da dire anche una cosa. In Italia la musica alternativa non viene agevolata in alcun modo, forse anche dalle stesse etichette indipendenti. Penso che stiano facendo, in questo momento un pessimo lavoro.

Da che punto di vista?

Qualsiasi punto di vista. Artistico, economico, e via dicendo. Molte volte non fanno altro che speculare sugli artisti giovani – io ormai non rientro più in questa categoria – che sono costretti ad uscire con loro senza ricevere niente in cambio. Le etichette pubblicando un disco alla band emergente credono di accontentarla e la stessa band, non essendoci denaro in giro, non può fare altro che far uscire il disco con loro ed accettare quel poco che le offrono.

Forse c’e’ una situazione di eccessiva frantumazione a livello di case discografiche indipendenti e poche risorse da spartire. I gruppi sono tanti, le etichette anche – come dimostrato dalle numerose presenze al M.e.i. - e per alcune non si sa bene se nel momento della pubblicazione del disco l’intenzione sia promuovere l’artista o la casa discografica stessa..

Esattamente. L’intenzione è promuovere l’artista e se l’artista fa il botto l’etichetta può fregiarsi di questo merito e guadagnare punti agli occhi degli altri.
Non esistono etichette professionali che, come si faceva negli anni sessanta, prendono un artista ed investono anche pochi soldi su di lui, non solo per il cd ma per far sopravvivere i progetti e magari sviluppare in maniera adeguata quelli che meritano.
E poi c’e’ anche il problema della scarsa distribuzione dei dischi sul territorio.

Ok, passiamo ad altro. Che musica ascolti in questo momento?

Cambio molto velocemente ascolti. Mi vengono in mente John Fahey, Eliott Smith, Bacharach, Costello. Mi piacciono anche i Doors, i Led Zeppelin, ultimamente i Queens Of The Stone Age, Mark Lanegan, Smog, Iron and Wine, Will Oldham, Devendra Banhart.

Qualche band emergente che stimi in particolar modo..

Marta Sui Tubi. So che stanno lavorando al nuovo disco e sono sicuro che sarà fantastico.

Zampighi Fabrizio