foto di Fabio Borroni

Sarà un caso. O forse no. Fatto sta che è tra le spiagge brulicanti di turisti che fanno da cornice estiva alla città dei mosaici che nascono gli Amycanbe. In poche parole, quanto di più lontano da un bikini e un ombrellone si possa immaginare. Provare per credere.

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INTERVISTA A AMYCANBE, 12-12-2007

Quando si formano gli Amycanbe?

Gli Amycanbe si formano nel lontano 2002, ma all’inizio eravamo solo io (Marco) e Mattia; poi, in un secondo momento, sono arrivati dritti dall’inferno Paolo e Francesca! Ahh ahh
Si formano per dar forma a sonorità che da tempo covavano ma che nessuno degli altri progetti all’epoca ancora attivi erano riusciti a sviluppare. Marco veniva dall' hardcore, quindi puoi immaginare….

Un progetto musicale nasce di solito come risposta a stimoli ben precisi ed è spesso il risultato di ascolti personali. Nel vostro caso, qual'è il background musicale di provenienza?

Il background è molto “variegato". Si va dal jazz, alla musica elettronica (anche techno truzza...ebbene si!), al folk, alla musica classica, ai cantautori italiani (quelli come non ne esistono più), a molta indie (quella buona, non gli “I am from Barcelona” ) e così via. Ognuno nel gruppo ha le sue “fisse”….

Dopo un EP dato alle stampe nel 2005 – "YELLOW SUITE" – arrivate con "BEING A GROWN-UP SURE IS COMPLICATED" all'esordio discografico adulto. Un disco registrato in Germania sotto l'egida di Mario Thaler, produttore, tra gli altri, di Notwist, Lali Puna, Ms. John Soda. Che valutazione date all'esperienza tedesca?

Positivissima, meglio di quanto potevamo aspettarci. Thaler è una persona intelligentissima, affabile, simpatica, quasi uno psicologo che cerca di metterti sempre a tuo agio e di tirare fuori il meglio da te.
Senza parlare del suo orecchio super-sonico, impossibile che qualcosa sfugga a quel folletto del sottobosco.
Un’ esperienza assolutamente da ripetere….

Il disco è stato pubblicato da Dancing Turtle Records, etichetta inglese. La scelta di affidarsi ad una label straniera rappresenta il tentativo di promuoversi soprattutto all'estero o davvero in Italia nessuna realtà indipendente si era interessata a voi?

Più che una scelta è stata l’unica strada per far uscire il disco in “breve” tempo. Non che non fossero arrivate proposte da label italiane, ma più che contratti in cui si potesse leggere una collaborazione biunivoca, risultava piuttosto un dare senza ricevere nulla. Con Dancing Turtle siamo riusciti a trovare la formula più congeniale alle nostre esigenze.

A ottobre 2007 siete stati in Inghilterra per un tour di una ventina di giorni. Che situazione avete trovato e come siete stati accolti da un pubblico notoriamente poco accondiscendente con gli artisti stranieri?

L’esperienza inglese è stata molto interessante e divertente. Ovviamente si tratta di una realtà molto diversa da quella italiana. C’è molta più concorrenza - se di concorrenza si può parlare - nel senso che ci sono molti più gruppi. In una serata ne fanno suonare fino a sei e l’attenzione è principalmente rivolta ai gruppi british. Tuttavia dobbiamo ammettere che, nonostante questo, abbiamo riscosso un buon successo, tanto da crearci un piccolo seguito che ci ha accompagnato per più date del tour. L’ospitalità da parte dei gestori dei locali invece, non è sempre stata il massimo. Insomma in Italia l’accoglienza è ottima, ma forse siamo abituati troppo bene. Chissà...

Alcuni singoli del disco vengono riproposti anche in una versione remixata da Daisuke Tanabe, segno evidente che pur relegando l'elettronica a chiosa di una proposta musicale essenzialmente pop, la considerate comunque un elemento fondamentale...

Fondamentale è una parola grossa!
Sia nelle versioni originali, che in quelle remixate, la componente “sintetica” viene utilizzata come qualsiasi altro strumento, cercando di non venirne sopraffatti...
La proposta del remix è arrivata tramite l’etichetta. Poi, tutti insieme, abbiamo deciso se pubblicarlo o meno.

Volenti o nolenti siete legati a filo doppio ai Comaneci, da un lato per la comune provenienza geografica – entrambi siete di Ravenna e dintorni -, dall'altro perché la vostra cantante, Francesca Amati, milita in tutte e due le formazioni. E' un matrimonio felice o vivete da separati in casa?

Abbiamo pattuito per la divisione dei beni. I figli però sono a carico dei Comaneci. Solo che vogliono fare calcio, basket, nuoto, quindi passiamo loro un tot di euro al mese...

Come giudicate la scena ravennate e, più in generale, quella romagnola?

La scena locale è in continuo fermento, e sono presenti diverse realtà musicali interessanti. Si potrebbero citare gruppi come i 64 Sices Of American Cheese, Aidoru, Marquez, Bon-zai, Dora Markus, Jang Senato. Sicuramente ne abbiamo dimenticati tanti ma se farete un giretto sul loro myspace per ascoltare qualcosa non ne rimarrete delusi!!

Fabrizio Zampighi